Il confronto di sabato tra Sassuolo e Como mette di fronte due club che negli ultimi anni hanno compiuto un percorso di crescita significativo. Da realtà di dimensioni ridotte, entrambe sono diventate presenze solide nel calcio italiano, pur partendo da condizioni economiche e con obiettivi differenti.
Il Como è controllato dalla famiglia indonesiana Hartono attraverso la società Sent Entertainment. Robert Budi Hartono e Michel Bambang Hartono, quest’ultimo scomparso lo scorso marzo, hanno rilevato il club nell’aprile 2019, quando la società era reduce dal fallimento e dalla ripartenza in Serie D. Sotto la nuova proprietà, la squadra lariana ha raggiunto la massima serie nel 2024 e partecipa alla Champions League in corso. Il patrimonio complessivo della famiglia, legato tra l’altro al gruppo del tabacco Djarum e alla Bank Central Asia, è stimato in oltre 40 miliardi di dollari.
Il percorso del Sassuolo
Anche il Sassuolo ha costruito la propria ascesa partendo dalle categorie inferiori. La Mapei, azienda della famiglia Squinzi, ha acquisito il club nel 2003, quando militava nell’allora Serie C2. Giorgio Squinzi, imprenditore e presidente di Confindustria dal 2012 al 2016, accompagnò la società fino alla Serie A e alla qualificazione in Europa League nella stagione 2016-17. Dopo la sua scomparsa, nel 2019, la gestione è passata ai figli Veronica e Marco Squinzi.
Durante i primi anni nella massima serie, il Sassuolo si è distinto anche per la valorizzazione di calciatori italiani. Nella rosa della Nazionale campione d’Europa nel 2021 figuravano giocatori che avevano militato nel club neroverde, tra cui Berardi, Locatelli, Acerbi e Raspadori. Il Como ha invece seguito una strategia maggiormente orientata al mercato internazionale.
Bilanci e obiettivi
Tra i punti in comune c’è la possibilità di lavorare con una pressione relativamente contenuta nelle rispettive piazze. Sassuolo conta poco più di 41mila abitanti, mentre Como supera gli 83mila. Le due società hanno inoltre scelto allenatori emergenti: il Sassuolo è affidato ad Alberto Aquilani, al debutto su una panchina di Serie A, mentre il Como prosegue il rapporto con lo spagnolo Cesc Fabregas, alla guida della squadra dal 2024.
La differenza più evidente riguarda però i conti e la composizione degli investimenti. Il Sassuolo ha chiuso l’ultimo mercato con un attivo di circa 30 milioni di euro; il Como, invece, ha registrato un saldo negativo superiore a 43 milioni. Tra gli arrivi neroverdi figurano Sebastiano Esposito e Vasilije Adzic, valutati entrambi 15 milioni, mentre il club lombardo ha puntato su Moises Kean e Trevor Chalobah, con valori stimati rispettivamente in 32 e 35 milioni.
Il riferimento offensivo del Sassuolo resta Domenico Berardi, 32 anni. Nel Como il giocatore simbolo è Nico Paz, 22 anni, arrivato dal Real Madrid e indicato come erede di Lionel Messi nella Nazionale argentina. Anche le prospettive stagionali riflettono la diversa dimensione dei progetti: il Sassuolo punta a una salvezza tranquilla e guarda a un possibile ritorno in Europa, mentre il Como mira a proseguire il proprio cammino in Champions League. Intanto il club emiliano ha comunicato il rinnovo di Christian Volpato fino al 2031.