Gestione comunale

A Modena, via Divisione Acqui nel mirino per il degrado

I Giganti contestano la mancata custodia dell’immobile e segnalano danni alle opere lasciate all’esterno.

A Modena, via Divisione Acqui nel mirino per il degrado

Un cancello lasciato aperto, accessi senza controllo, sistemazioni di fortuna e locali in condizioni igieniche degradate. È la situazione denunciata dall’associazione di promozione sociale I Giganti nell’immobile pubblico di via Divisione Acqui, a ridosso della Questura di Modena. Il presidente Alessandro Bottoni ha presentato una segnalazione all’amministrazione comunale, contestando la gestione dell’area e le conseguenze subite da chi utilizzava quegli spazi per attività artistiche e associative.

Secondo l’associazione, da diversi mesi mancherebbe una vigilanza adeguata sugli accessi. In particolare, il cancello d’ingresso sarebbe rimasto costantemente spalancato, permettendo a chiunque di entrare nel perimetro della struttura. La mancata custodia avrebbe favorito la presenza di altri soggetti, che avrebbero utilizzato alcuni ambienti per sistemare attrezzature e ricavare forme abitative di fortuna.

Materiali spostati all’esterno

La situazione, riferisce l’associazione, avrebbe avuto ripercussioni sugli assegnatari storici degli spazi. I materiali de I Giganti sarebbero stati trasferiti all’esterno per fare posto ai nuovi occupanti, senza un confronto preventivo con l’ente. Il materiale lasciato alle intemperie avrebbe riportato danni, mentre di una parte delle attrezzature non ci sarebbe più traccia. L’associazione ipotizza che alcuni beni possano essere stati sottratti per ricavarne un profitto.

Tra gli oggetti più compromessi ci sono i caratteristici colossi in cartapesta, realizzati nel corso degli anni e legati alle attività artistiche del gruppo. I manufatti, considerati fragili, sarebbero stati riportati al coperto solo in un secondo momento. Per l’associazione, però, il trasferimento sarebbe avvenuto troppo tardi per evitare danni ormai difficilmente reversibili. Bottoni sostiene che un ricovero tempestivo avrebbe potuto consentire il riutilizzo delle opere o il loro inserimento in circuiti specializzati.

Le condizioni della rimessa

Nel corso dell’ultimo sopralluogo, l’associazione avrebbe inoltre rilevato condizioni igienico-sanitarie particolarmente precarie all’interno della rimessa. La segnalazione parla della presenza diffusa di escrementi umani e descrive ambienti non più compatibili con l’uso per il quale erano stati assegnati. Il quadro delineato dall’ente comprende quindi sia il deterioramento dei beni sia una situazione di degrado dell’immobile pubblico.

La denuncia riporta il tema della custodia e della gestione dell’area al centro del confronto con il Comune. L’associazione chiede di fatto che vengano chiarite le responsabilità sull’accesso alla struttura, sull’utilizzo degli spazi e sulla tutela dei materiali presenti. Nel testo della segnalazione, Bottoni definisce i locali pubblici ridotti a latrine e lamenta la perdita di anni di lavoro artistico e associativo. Il Comune viene indicato come destinatario dell’esposto, ma nel materiale fornito non è riportata una replica dell’amministrazione.