Il sindaco di Sassuolo, Matteo Mesini, ha rivolto una lettera aperta alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori, mentre in città si registra un clima di apprensione alimentato da chat allarmistiche e messaggi diventati virali. Il primo cittadino ha scelto di intervenire per rassicurare le famiglie e invitare i ragazzi a non lasciarsi condizionare da informazioni prive, al momento, di riscontri concreti.
Mesini ha spiegato che la situazione viene monitorata costantemente in raccordo con le autorità competenti. Secondo quanto riferito nella missiva, non emergono elementi concreti di pericolo, nonostante la preoccupazione generata dalla rapida diffusione dei messaggi. Le Forze dell’Ordine hanno inoltre garantito ripetuti passaggi di presidio e controllo nei pressi degli istituti scolastici.
L’appello al confronto
Nel suo intervento, il sindaco ha invitato a guardare oltre l’allarme contingente e a trasformare questo momento di tensione in un’occasione di ascolto. Mesini ha riconosciuto come legittime le domande poste da un’intera generazione sul proprio futuro: dal diritto allo studio alla qualità della formazione, dalla sicurezza dei luoghi frequentati alle prospettive legate all’università e al lavoro.
Nella lettera vengono richiamate anche le difficoltà connesse alla possibilità di avere una casa e uno stipendio adeguato. Il sindaco ha ribadito che la protesta e il dissenso sono pilastri democratici fondamentali, ma ha chiesto agli studenti di manifestare le proprie idee senza ricorrere alla violenza. L’invito è a evitare che singoli comportamenti finiscano per oscurare le ragioni delle mobilitazioni.
Un incontro in Comune
Mesini ha sottolineato che, quando prevale la violenza, il rischio è che l’attenzione si concentri soltanto sugli episodi avvenuti in piazza, mettendo in secondo piano i temi sollevati dai giovani. Per dare seguito all’appello al dialogo, il sindaco ha già invitato i rappresentanti d’istituto a un incontro.
L’obiettivo indicato dall’amministrazione è mantenere aperto il confronto con le scuole e con gli studenti, in una fase segnata dalla circolazione di messaggi allarmistici e da una forte preoccupazione tra le famiglie. La lettera si conclude così con un richiamo alla responsabilità e alla possibilità di trasformare l’apprensione in ascolto e discussione.