Temperature negli edifici

Aule scolastiche fino a 36 gradi, la Cisl chiede interventi

L’organizzazione propone rilevazioni capillari e soluzioni progressive contro il surriscaldamento prima della ripresa delle lezioni.

Aule scolastiche fino a 36 gradi, la Cisl chiede interventi

Con l’avvicinarsi del rientro in classe torna al centro del dibattito il problema delle temperature elevate negli istituti scolastici del territorio dell’Emilia Centrale. La Cisl Scuola Emilia Centrale, attraverso il suo leader Carmelo Randazzo, chiede l’apertura immediata di un tavolo istituzionale coordinato dalla Provincia per affrontare le condizioni climatiche degli edifici e tutelare il benessere di studenti e personale.

Picchi fino a 36 gradi

Secondo un’inchiesta condotta dal sindacato, l’ultimo anno scolastico si è concluso con valori compresi tra 32 e 36 gradi all’interno delle aule. L’emergenza ha spinto famiglie, docenti e segreterie ad acquistare ventilatori con risorse proprie, mentre i Comuni hanno cercato di intervenire recuperando condizionatori portatili.

Randazzo considera questi gesti una risposta generosa, ma non sufficiente a risolvere un problema che rischia di ripresentarsi al rientro. Per la Cisl, il caldo intenso non può essere trattato come un episodio isolato: l’aumento delle temperature viene indicato come un fenomeno strutturale legato al cambiamento climatico. Il timore è che le aule tornino a essere difficili da vivere proprio nei periodi più caldi dell’anno scolastico.

Il sindacato collega la questione sia alla sicurezza sul lavoro sia alla qualità della didattica. Le linee guida Inail indicano come ottimale una temperatura tra 25 e 27 gradi e fissano a 28 gradi la soglia massima di tollerabilità per un’aula occupata. Secondo la Cisl, superare stabilmente i 30 gradi nei mesi di settembre, maggio e giugno non rappresenta quindi soltanto un disagio, ma incide sulle condizioni necessarie per garantire sicurezza, inclusione e apprendimento.

La richiesta di una mappatura

La richiesta formale è rivolta alla Provincia per le scuole superiori e ai Comuni per gli altri ordini scolastici. Gli enti dovrebbero istituire il tavolo e avviare una mappatura termica degli edifici, rilevando per ogni plesso le temperature massime, le aule più esposte, l’irraggiamento solare e la potenza elettrica disponibile.

L’analisi dovrebbe consentire di definire le priorità di intervento, una prima stima dei costi e le possibili fonti di finanziamento per le strutture maggiormente in difficoltà. La Cisl riconosce che non sia realistico climatizzare nell’immediato tutte le scuole, soprattutto quelle prive di sistemi per l’autoproduzione di energia, ma sollecita comunque misure progressive.

Tra le proposte figurano l’applicazione di pellicole ad alta prestazione sui vetri, l’installazione di tende più efficaci, la realizzazione di filari alberati lungo i fronti maggiormente esposti e l’adozione di soluzioni per favorire il ricambio dell’aria con l’immissione di flussi più freschi. Randazzo chiede alle amministrazioni di avviare un percorso strutturato, sostenendo che l’obiettivo non siano interventi occasionali, ma una programmazione territoriale capace di affrontare stabilmente il problema.