Quando il cuore si ferma all’improvviso, la rapidità dell’intervento può fare la differenza. Ogni minuto senza soccorsi riduce le probabilità di sopravvivenza del 7-10% e, dopo circa dieci minuti, i danni cerebrali diventano spesso irreversibili. È partendo da questo dato che l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato all’unanimità una nuova normativa dedicata alla gestione dell’arresto cardiaco extraospedaliero.
Una rete territoriale per i soccorsi
L’obiettivo del provvedimento è rafforzare la presenza dei defibrillatori sul territorio e aumentare il numero di persone in grado di utilizzarli correttamente nelle emergenze. La legge punta quindi a collegare la disponibilità degli strumenti alla formazione dei cittadini, così da favorire un intervento tempestivo in attesa dei soccorsi sanitari.
Il tema riguarda soprattutto gli episodi che si verificano lontano dagli ospedali: circa l’80% degli arresti cardiaci avviene infatti in casa, per strada o nei luoghi di lavoro. Nel quadro più generale delle malattie cardiovascolari, queste patologie sono indicate come causa di circa il 31% dei decessi complessivi in Italia. In Emilia-Romagna, su circa 50mila decessi ogni anno, 15mila sarebbero legati a infarti e ictus.
Il testo è stato presentato dal consigliere regionale del Partito democratico Gian Carlo Muzzarelli, insieme al collega Giovanni Gordini. Muzzarelli ha spiegato che la normativa mira a ridurre le morti cardiache improvvise, diffondere la cultura della prevenzione, migliorare la conoscenza dei defibrillatori e favorirne la presenza capillare nei diversi contesti della regione.
Il percorso con medici e associazioni
La legge è arrivata al termine di un percorso partecipato che ha coinvolto cittadini, associazioni, medici, esperti e volontari. Tra le persone ringraziate dal primo firmatario figurano Francesca Coppi, responsabile del progetto Cuore di Donna, e Francesco Fedele, presidente dell’Istituto Nazionale Ricerche Cardiovascolari. Muzzarelli ha inoltre dedicato il provvedimento agli Amici del Cuore e al compianto Gianni Spinella.
La strategia regionale non riguarda soltanto la risposta all’emergenza, ma anche la prevenzione e la preparazione della popolazione. La formazione, secondo l’impostazione della norma, dovrà coinvolgere anche gli ambiti dello sport e dell’associazionismo, con l’obiettivo di rendere i cittadini parte attiva nella gestione dei primi momenti dell’arresto cardiaco e nella sicurezza della comunità.