Nel primo semestre del 2026 le micro, piccole e medie imprese analizzate dall’ufficio studi di Lapam Confartigianato hanno mantenuto sostanzialmente stabile il numero degli occupati e aumentato le ore lavorate. L’indagine riguarda 3.055 imprese che hanno usufruito in modo continuativo dei servizi paghe dell’associazione nei primi sei mesi del 2025 e del 2026. Dal campione sono stati esclusi i lavoratori stagionali.
Nel periodo esaminato sono stati elaborati in media 27.156 cedolini al mese. Il numero delle buste paga, utilizzato come indicatore dell’occupazione nelle aziende considerate, era superiore del 0,4% a gennaio 2026 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il divario è salito al +1,3% a febbraio, per poi ridursi nei due mesi successivi fino a raggiungere un -1,2% a giugno. Nel complesso, i cedolini emessi tra gennaio e giugno sono aumentati dello 0,2% rispetto al primo semestre 2025, con una variazione quindi quasi nulla.
Ore lavorate in crescita
Più evidente è stata la dinamica delle ore lavorate, cresciute complessivamente dell’1,4% nel confronto tra i due semestri. Il 2026 era iniziato con un calo del 3,8% rispetto a gennaio 2025, mentre nei mesi successivi i valori sono risultati generalmente superiori, fatta eccezione per maggio, che ha registrato una diminuzione del 2,5%.
Tra gli otto principali comparti del campione, sei hanno segnato un aumento del monte ore. La crescita più marcata riguarda le costruzioni, con un incremento del 5%; il settore rappresenta il 10,9% delle ore lavorate. Seguono alloggio e ristorazione, in aumento del 2,6%, con i servizi di ristorazione a +2,9%, e commercio e autoriparazione, che hanno registrato un +2,5%. All’interno di quest’ultimo comparto, l’autoriparazione è cresciuta del 4,3%, mentre commercio al dettaglio e all’ingrosso hanno segnato entrambi un +2,2%.
Le ore lavorate nella sanità e assistenza sociale sono aumentate del 2,1%, mentre le altre attività di servizi hanno registrato un +1,5%. Il manifatturiero, che incide maggiormente sul monte ore complessivo, è cresciuto dello 0,9%, ma con andamenti differenti al suo interno: la fabbricazione di prodotti in metallo è diminuita dell’1,8%, mentre la produzione di macchinari ha mostrato un incremento. Il comparto moda ha perso lo 0,9%, così come le attività di trasporto e magazzinaggio. Il calo più accentuato riguarda le attività professionali, scientifiche e tecniche, in flessione del 4,3%.
Differenze in base alla dimensione
L’andamento varia anche in base al numero di dipendenti. Le microimprese con meno di cinque lavoratori, che rappresentano il 56,4% del campione, hanno ridotto le ore lavorate del 4,4%. Le aziende con cinque-nove dipendenti hanno segnato una sostanziale stabilità, con un +0,2%.
La crescita è stata più consistente nelle realtà di dimensioni maggiori: le imprese con dieci-diciannove dipendenti hanno registrato un +2,9%, quelle con 20-49 dipendenti un +3,6% e le medie imprese con 50-249 addetti un +1,7%. Secondo il presidente di Lapam Confartigianato, Daniele Mazzini, i dati mostrano la volontà delle imprese di continuare ad assumere e investire nonostante l’incertezza. L’associazione chiede misure per ridurre il costo del lavoro, semplificare gli adempimenti e sostenere competitività, innovazione e formazione.