Un modenese di 27 anni è tra i cinque cittadini italiani fermati dalle autorità israeliane in Cisgiordania. Il giovane si trovava insieme ad altri attivisti stranieri nei pressi di un villaggio palestinese, dove alcuni contadini erano impegnati nella raccolta delle olive. La notizia ha suscitato forte preoccupazione nella famiglia, che ha chiesto il massimo riserbo sulla vicenda.
Il fermo è avvenuto nella serata del 29 ottobre 2026, secondo quanto riferito, vicino al villaggio di Al Lubban al-Gharbiyye. I cinque italiani sarebbero stati bloccati mentre si trovavano accanto agli agricoltori palestinesi e successivamente trasferiti in una stazione di polizia. L’operazione avrebbe coinvolto anche altri cittadini stranieri presenti nella zona.
La richiesta della Farnesina
Il caso è seguito dal ministero degli Esteri italiano. La Farnesina ha chiesto il rilascio immediato dei cinque connazionali e ha attivato l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv e il Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme. Le rappresentanze diplomatiche stanno cercando di ottenere chiarimenti sulle circostanze del fermo e di garantire l’assistenza consolare agli italiani coinvolti.
I genitori del giovane modenese, informati dell’accaduto, hanno espresso forte preoccupazione, mantenendo però una posizione di riserbo. Al momento non vengono riferiti ulteriori dettagli sulle condizioni dei cinque attivisti né sulle eventuali contestazioni formalmente rivolte loro dalle autorità israeliane.
La raccolta delle olive
La raccolta delle olive rappresenta una delle principali fonti di sostentamento per molte famiglie palestinesi. Durante la stagione, la presenza di attivisti internazionali nei Territori mira a sostenere gli agricoltori e, in alcuni casi, a svolgere una funzione di protezione durante il lavoro nei campi. Il periodo è considerato particolarmente delicato per il rischio di scontri con i coloni.
Negli ultimi giorni si sono verificati altri fermi che hanno coinvolto cittadini italiani. La settimana precedente, Alberto e Manuel Tartarotti, padre e figlio arrivati da Bolzano per consegnare fondi umanitari e sostenere la raccolta, erano stati trattenuti per oltre un giorno dalla polizia israeliana con l’accusa di terrorismo. In seguito erano stati formalmente espulsi.
Il giorno successivo, un altro gruppo di volontari impegnati accanto ai raccoglitori di olive era stato fermato. Tra loro si trovavano anche cinque cittadine italiane, trattenute per alcune ore in una stazione di polizia e interrogate prima di essere espulse il giorno dopo.