Il Tribunale di Modena ha condannato a 14 anni di carcere Kais Mtiri, ritenuto responsabile dell’omicidio volontario del connazionale ed ex coinquilino Mansouri Chaouki. La decisione è arrivata al termine dell’udienza celebrata con rito abbreviato e riguarda il primo grado di giudizio per la morte dell’uomo, avvenuta dopo una violenta aggressione tra l’abitazione condivisa e viale Muratori.
La lite per il pagamento dell’affitto
Il fatto di sangue si era verificato nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 2025. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’aggressione era iniziata nell’appartamento di via Roncaglia 17, dove i due uomini vivevano insieme. All’origine del contrasto ci sarebbe stata una questione economica legata alla ripartizione delle spese domestiche e, in particolare, al pagamento dell’affitto.
La discussione era poi proseguita all’esterno, fino a viale Muratori. Diversi testimoni avevano riferito di aver visto l’aggressore inseguire la vittima mentre era armato di un coltello di notevoli dimensioni. Chaouki, già ferito e in forte perdita di sangue, era stato trovato sull’asfalto con numerose lesioni da taglio.
Le prove e la ricostruzione dell’aggressione
Il personale di soccorso aveva trasportato d’urgenza il ferito all’Ospedale Nuovo Estense di Baggiovara, ma l’uomo era morto poco dopo l’arrivo. A risultare fatali erano stati soprattutto due fendenti, uno al collo e l’altro all’addome. La gravità delle ferite aveva determinato il decesso nonostante i tentativi di assistenza.
Nel corso delle indagini, gli investigatori avevano acquisito le immagini di un sistema di videosorveglianza privato. Le registrazioni avrebbero documentato l’ingresso di Mtiri e il successivo inseguimento, oltre a grida e rumori ritenuti compatibili con l’accoltellamento. Tracce ematiche erano state repertate nell’appartamento, sulle scale e lungo il percorso esterno.
Dopo l’arresto, Mtiri, all’epoca 46enne, irregolare e senza occupazione, aveva ammesso di aver avuto uno scontro fisico con l’ex coinquilino per la divisione delle spese di casa. Aveva inoltre riferito di essere stato alterato dall’assunzione di alcol e sostanze e di non ricordare con lucidità tutti i dettagli dei colpi inferti. Con la condanna pronunciata dal Tribunale di Modena si è concluso il primo grado del procedimento.