L’Emilia-Romagna si prepara alla nuova stagione influenzale con una campagna vaccinale che prenderà il via il 12 ottobre 2026. La programmazione regionale arriva dopo l’analisi dei risultati ottenuti nella stagione 2025-2026, durante la quale sono state somministrate 1.000.006 dosi, il 2% in più rispetto all’anno precedente.
La maggior parte delle somministrazioni, pari all’86%, è stata effettuata dai medici di medicina generale. I pediatri hanno eseguito il 4% delle vaccinazioni. Tra le persone con almeno 65 anni la copertura ha raggiunto il 58,2%, con una diminuzione di 1,5 punti percentuali rispetto alla stagione precedente. Il dato conferma la tendenza al calo osservata nel periodo successivo alla fase più intensa della pandemia.
I dati tra anziani, bambini e gestanti
Andamento opposto per le donne in gravidanza, la cui copertura è salita al 23%, circa tre punti in più rispetto all’anno precedente, e per i bambini tra i sei mesi e i sei anni, arrivati al 15,8% con un incremento di cinque punti. La stagione influenzale ha avuto un’intensità medio-bassa, con un picco anticipato alla fine di dicembre 2025.
L’epidemia ha colpito soprattutto i bambini tra zero e quattro anni. Tra i virus circolanti ha prevalso il tipo A, con i sottotipi H3N2 e H1N1pdm09. Nel territorio modenese, la copertura tra gli over 65 si è attestata al 60,8%, sopra la media regionale ma ancora distante dal 71,8% raggiunto nella stagione 2020-2021.
Le modalità di accesso
La nuova fase di somministrazioni proseguirà per tutta la stagione invernale, fino alla fine di febbraio. L’obiettivo indicato dalla sanità regionale è ridurre le complicanze dell’influenza, limitare gli accessi ai pronto soccorso e prevenire le co-infezioni con altri virus respiratori.
In una prima fase il vaccino sarà offerto gratuitamente alle persone dai 60 anni, alle donne in gravidanza, ai bambini sani dai sei mesi ai sei anni e ai cittadini tra sei mesi e 59 anni affetti da patologie croniche. L’offerta riguarda anche gli ospiti di strutture assistenziali per anziani e disabili, oltre ai familiari e ai contatti stretti delle persone più vulnerabili.
La gratuità è prevista inoltre per chi lavora nei servizi pubblici essenziali, tra cui medici, operatori sanitari, forze dell’ordine, vigili del fuoco, insegnanti, addetti alla gestione dei rifiuti e dipendenti postali. Sono inclusi anche donatori di sangue e lavoratori a contatto con animali, come veterinari e allevatori. Dal 1° dicembre 2026 la vaccinazione potrà essere richiesta gratuitamente da tutta la popolazione, in base alla disponibilità delle scorte regionali.
Le dosi saranno disponibili negli studi dei medici di medicina generale, dai pediatri di libera scelta e nelle farmacie convenzionate aderenti. Sarà possibile rivolgersi anche ai servizi di igiene e sanità pubblica, alle pediatrie di comunità e ai servizi di sorveglianza sanitaria aziendale. Le autorità ricordano infine le principali misure per ridurre la circolazione dei virus: lavare spesso le mani, evitare il contatto con persone malate, coprire naso e bocca quando si tossisce e non toccarsi il viso.