Dibattito politico

Il futuro del Policlinico di Modena divide il Consiglio

Forza Italia e Fratelli d’Italia sollecitano impegni scritti; Silingardi invita a programmare senza allarmismi.

Il futuro del Policlinico di Modena divide il Consiglio

Il futuro degli ospedali modenesi resta al centro del confronto politico. In Consiglio comunale, la risposta del sindaco Massimo Mezzetti a un’interrogazione sul Policlinico ha suscitato le critiche di Fratelli d’Italia e Forza Italia, mentre il Movimento 5 stelle ha invitato a distinguere i dati dalle polemiche.

Per Luca Negrini, capogruppo di Fratelli d’Italia, parlare di un’ipotesi ancora embrionale dopo aver annunciato investimenti per 550 milioni di euro richiede maggiore chiarezza. Il consigliere contesta in particolare l’idea di garantire l’apertura del pronto soccorso 24 ore su 24 senza spiegare quale sarà la capacità complessiva della struttura.

Secondo Negrini, l’attuale pronto soccorso è inserito in un Policlinico dotato di alte specializzazioni e in grado di assistere pazienti complessi. L’ipotesi illustrata dal sindaco configurerebbe invece un ospedale rivolto soprattutto alla bassa e media complessità, con la concentrazione dell’alta complessità a Baggiovara.

Le richieste dell’opposizione

Il capogruppo di FdI chiede quindi di chiarire quali emergenze potranno essere trattate a Modena e quali, invece, dovranno essere trasferite, oltre a indicare specialisti, terapie e servizi disponibili. A suo giudizio, mantenere aperto il pronto soccorso non equivale a conservare le funzioni dell’ospedale che lo sostiene. Il rischio denunciato è quello di una lenta agonia del Policlinico attraverso il progressivo svuotamento delle attività.

La proposta di Fratelli d’Italia prevede il mantenimento del Policlinico nella sede attuale, con una ristrutturazione valutata a partire da 320 milioni di euro. Le risorse aggiuntive, secondo Negrini, potrebbero finanziare i lavori, mentre l’ex Aeronautica potrebbe essere utilizzata come sede di supporto durante il cantiere, lasciando poi spazi riutilizzabili accanto all’ospedale.

Critiche arrivano anche da Antonio Platis ed Enrico Fontana di Forza Italia. I due esponenti accusano il sindaco di non aver fornito risposte sufficienti sulla provenienza e sull’effettiva disponibilità dei 550 milioni. Mezzetti avrebbe chiarito che si tratta di una stima non ancora impegnata dalla Regione e che il processo verrebbe fermato se le risorse non fossero aggiuntive o comportassero riduzioni per la sanità provinciale.

Forza Italia chiede che queste condizioni siano formalizzate con impegni scritti. Il piano, inoltre, dovrebbe essere presentato dopo un incontro con i sindaci previsto a fine ottobre e dovrà passare dalla Conferenza territoriale sociale e sanitaria. Gli azzurri sollecitano garanzie per gli ospedali e i distretti periferici, dall’Appennino alla Bassa, oltre a un cronoprogramma pubblico con tempi, verifiche e aggiornamenti periodici.

La posizione del Movimento 5 stelle

Invita invece a evitare allarmismi Giovanni Silingardi, capogruppo del Movimento 5 stelle. Per il consigliere, i punti di partenza sono il nuovo piano ospedaliero dopo dodici anni, l’assenza di una previsione di chiusura per il Policlinico e il pronto soccorso e i 550 milioni prospettati per la sanità pubblica modenese.

Silingardi sostiene che il sindaco abbia ribadito il mantenimento della struttura e del pronto soccorso. L’ipotesi sarebbe quella di definire una vocazione di ospedale cittadino e distrettuale, con i servizi necessari al suo funzionamento e le attività coerenti, compreso il settore materno-infantile. Il M5s chiede però che l’apertura del pronto soccorso sia accompagnata da personale, diagnostica, reparti e servizi adeguati alle emergenze. La questione, conclude Silingardi, è stabilire come affrontare il cambiamento e programmare il futuro delle strutture sanitarie modenesi.