Prosegue a Modena l’attività di contrasto ai prelievi abusivi nelle aree destinate alla raccolta differenziata. Nell’ultima settimana la polizia locale ha effettuato controlli nelle stazioni ecologiche cittadine e, in due interventi distinti, ha sorpreso altrettante persone mentre sottraevano materiali metallici. Per entrambi è scattata una denuncia a piede libero. Il materiale recuperato, circa 130 chilogrammi di rifiuti, è stato restituito all’area di raccolta.
I controlli alla stazione La Calamita
Il primo episodio risale alla mattina del 29 settembre, quando gli agenti hanno notato un furgone avvicinarsi al cassone riservato ai rifiuti ferrosi presso la stazione ecologica La Calamita. Il conducente è sceso dal mezzo e ha iniziato a prelevare diversi materiali, tra cui rame e componenti elettrici, caricandoli nel veicolo. L’uomo è stato identificato e denunciato sia per il furto sia per l’attività non autorizzata di raccolta e trasporto di rifiuti.
Per il furto contestato, secondo quanto riferito, l’indagato rischia una pena compresa tra tre mesi e tre anni. L’attività abusiva di raccolta e trasporto di rifiuti è invece punita con una pena da tre mesi a un anno. Il secondo intervento è avvenuto il 6 ottobre, ancora alla stazione La Calamita. In questo caso gli agenti hanno fermato un uomo mentre sottraeva circa 70 chili di metallo.
Dagli accertamenti è emerso inoltre che il furgone utilizzato era sottoposto a due fermi fiscali. Il mezzo è stato sequestrato, mentre il conducente è stato denunciato a piede libero e sanzionato per oltre 1.300 euro. Sommando i due interventi, la polizia locale ha recuperato circa 130 chili di materiali destinati alla raccolta differenziata.
Quattordici denunce e un arresto
Gli episodi si inseriscono in un fenomeno che, secondo la ricostruzione fornita, interessa da tempo le stazioni ecologiche del territorio. Già il 21 settembre due uomini erano stati sorpresi mentre si calavano in un cassone per la raccolta dei metalli e caricavano il materiale prelevato su un furgone. In alcuni casi, gli operatori delle aree di conferimento hanno riferito di aver ricevuto minacce e aggressioni verbali.
Il bilancio complessivo dell’intensificazione dei controlli parla di 14 denunce a piede libero e un arresto in flagranza. Nel corso dei diversi servizi sono state recuperate quasi due tonnellate di materiali, tra cui rottami di ferro e ghisa, attrezzi in disuso, infissi metallici, scarti di cantiere, cavi elettrici, grondaie e tubazioni in rame. Tra gli oggetti recuperati figurano anche apparecchiature elettroniche domestiche, come frigoriferi e condizionatori.
Il valore dei metalli e dei componenti elettrici alimenta il mercato illecito dei materiali recuperati dalle aree di raccolta. Per contrastare il fenomeno, presso Atersir è in fase di definizione un progetto che prevede l’impiego di guardie giurate nelle stazioni ecologiche considerate più esposte ai prelievi.