Don Mattia Ferrari, sacerdote modenese e cappellano della Mediterranea Saving Humans, ha ripercorso in aula le minacce e le intimidazioni ricevute negli ultimi anni. La sua testimonianza si è inserita nel processo a carico del presunto autore degli attacchi social rivolti contro di lui per il suo impegno nelle attività di ricerca e soccorso in mare.
Al centro della vicenda ci sono due account Twitter, tra cui @rgowans, identificato come Migrants rescue watch, e il profilo Caroline Framptn, riconducibile all’account @Up_Yours_Haftar. Secondo quanto ricostruito nella denuncia presentata nel 2021, i gestori e gli utilizzatori dei profili avevano più volte descritto il sacerdote come nazista e lo avevano associato alla mafia italiana e al traffico di esseri umani.
Le minacce e l’intervento della magistratura
In un primo momento la Procura aveva chiesto l’archiviazione, ritenendo che le minacce, considerate forse collegate alla cosiddetta mafia libica, potessero essere prive di rilevanza penale. Il giudice per le indagini preliminari ha però accolto l’opposizione alla richiesta, consentendo così la prosecuzione del procedimento. L’imputato è un dirigente informatico collegato a Frontex.
Durante l’udienza, Ferrari ha riferito anche di altri episodi. Nel dicembre 2023, qualcuno avrebbe tentato di entrare nell’abitazione dei suoi genitori. Il sacerdote ha inoltre raccontato di aver ricevuto lettere anonime, consegnate ai carabinieri, e di essere stato sottoposto a una forma di vigilanza radio-sorvegliata disposta dal comitato per l’ordine e la sicurezza in seguito all’attacco.
Il tema dei respingimenti nel Mediterraneo
Nel corso della deposizione, don Mattia ha richiamato i rapporti delle Nazioni Unite sul sistema che collega respingimenti e traffico di esseri umani. A suo avviso, l’attività degli account non sarebbe isolata, ma inserita in un contesto più ampio legato ai respingimenti verso la Libia e alla gestione delle persone migranti soccorse in mare.
Il sacerdote ha sostenuto che l’obiettivo delle campagne online fosse colpire l’attività di ricerca e soccorso svolta dalla Mediterranea Saving Humans. Ha inoltre denunciato la diminuzione dell’attenzione pubblica sul Mediterraneo e l’aumento del potere attribuito alla mafia libica, chiedendo di fare chiarezza sui diversi elementi della vicenda.
L’avvocata Francesca Cancellaro, che rappresenta il cappellano, ha sottolineato in aula la rilevanza nazionale e internazionale dell’account @rgowans, anche per la diffusione di contenuti ufficiali e riservati sui rapporti tra Italia e Libia. Il processo dovrà ora accertare responsabilità e natura delle condotte contestate.