Controlli fiscali

Carburanti, irregolarità nel 31% dei distributori a Modena

Diciotto infrazioni emerse nelle verifiche: in un impianto il gasolio non rispettava i parametri previsti

Carburanti, irregolarità nel 31% dei distributori a Modena

La Guardia di finanza di Modena ha intensificato i controlli sui distributori di carburante della provincia per verificare il rispetto delle norme a tutela dei consumatori e della concorrenza tra gli operatori. L’attività si concentra sulla regolarità dell’erogazione dei prodotti energetici e sulla trasparenza delle informazioni fornite alla clientela.

Le verifiche hanno riguardato in particolare le stazioni di servizio situate lungo le strade più trafficate del territorio provinciale. I finanzieri hanno controllato sia la corretta commercializzazione dei carburanti sia l’adempimento degli obblighi relativi alla comunicazione dei prezzi praticati al consumo.

Irregolarità in quasi un controllo su tre

Dall’inizio dell’anno a mercoledì 16 settembre 2026, le ispezioni hanno evidenziato irregolarità nel 31% dei casi. Complessivamente sono state accertate 18 violazioni a carico dei gestori degli impianti controllati.

Le contestazioni hanno riguardato soprattutto il mancato adempimento degli obblighi di comunicazione dei prezzi attraverso il portale Osservaprezzi carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’obbligo è previsto dall’articolo 51 della legge 99 del 2009 e punta a garantire ai consumatori informazioni aggiornate sui prezzi applicati dai distributori.

Gasolio non conforme in un impianto

Nel corso di un accesso presso un impianto di distribuzione a uso pubblico, i militari hanno inoltre rilevato che il gasolio per autotrazione in vendita non rispettava gli standard qualitativi stabiliti dalla normativa europea e nazionale.

In particolare, il punto di infiammabilità è risultato inferiore al limite consentito, mentre il contenuto di zolfo è stato rilevato oltre la soglia prevista dalle norme vigenti. Il controllo rientra nell’attività di presidio della legalità economica svolta dalla Guardia di finanza.

L’operazione è condotta secondo le linee di indirizzo del Comando generale del Corpo, in collaborazione con il Garante per la sorveglianza dei prezzi e con il ministero delle Imprese e del Made in Italy. Le attività si svolgono nell’ambito di un apposito protocollo d’intesa.