Giocare a calcio nel primo pomeriggio, con temperature superiori ai 30 gradi, può trasformarsi in un problema per la salute degli atleti e per il pubblico. L’episodio avvenuto domenica scorsa allo stadio Menti di Castellammare di Stabia ha riportato l’attenzione sui rischi legati allo sforzo fisico sotto il sole, in una fase dell’anno in cui il caldo continua a farsi sentire.
Il precedente di Castellammare
Al quarantesimo minuto del primo tempo della gara disputata al Menti, il difensore del Pisa Bozhinov si è accasciato improvvisamente sul terreno di gioco. La partita è stata sospesa e il calciatore è stato sottoposto ad accertamenti in ospedale. Le notizie sulle sue condizioni hanno contribuito a rassicurare i presenti: non si è trattato di un episodio grave, ma di una forte disidratazione.
Il caso ha però evidenziato le conseguenze che può avere una gara fissata alle 15, quando il termometro raggiunge livelli elevati. Lo sforzo richiesto ai giocatori per novanta minuti, tra corsa, scatti e contrasti, si somma all’esposizione diretta al sole e alla difficoltà di recuperare liquidi in quantità sufficiente.
Le condizioni al Braglia
Una situazione simile è stata percepita anche allo stadio Braglia, dove la gara si è giocata con una temperatura di circa 34 gradi all’ombra. A rendere appena più sopportabile l’ambiente è stata, a tratti, una brezza leggera, insufficiente tuttavia a eliminare il disagio avvertito dai calciatori e dagli spettatori sugli spalti.
Sulla questione è intervenuto il virologo Matteo Bassetti, che in un post pubblicato su Facebook ha sostenuto la necessità di interrogarsi sulla sicurezza degli orari. Secondo Bassetti, non si dovrebbe attendere un malore per riconoscere che giocare sotto il sole e con temperature elevate può essere rischioso. Il medico ha inoltre osservato che spostare le gare alle 18, alle 20 o alle 21 non comprometterebbe lo spettacolo, mentre un problema grave a un atleta avrebbe conseguenze ben più pesanti.
Il cosiddetto cooling break, previsto a metà dei due tempi, può offrire un momento di sollievo ma non sembra sufficiente a risolvere tutte le criticità legate alle condizioni ambientali. Il tema riguarda sia la tutela dei calciatori sia quella del pubblico, chiamato a seguire le partite sugli spalti nelle ore più calde. In attesa di temperature più miti, l’ipotesi di rivedere la programmazione delle gare pomeridiane torna quindi al centro della discussione.