Mobilità e lavoro

Blocco degli Euro 5, a rischio migliaia di pendolari

La Cisl Emilia Centrale chiede deroghe, collegamenti e interventi per contenere costi e disagi alle famiglie.

Blocco degli Euro 5, a rischio migliaia di pendolari

Dal 1° ottobre scatterà il blocco strutturale dei veicoli diesel Euro 5 nei Comuni con più di 100mila abitanti, in base alla legge regionale 9 del 28 luglio 2026. A Modena il provvedimento impedirà la circolazione, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30 e fino al 31 marzo, a oltre 11mila automobili. Il divieto potrebbe estendersi anche ai centri più piccoli che decideranno di aderire volontariamente e attraverso le misure emergenziali previste dal Pair.

A contestare le modalità dell’intervento è la Cisl Emilia Centrale, che chiede alle istituzioni territoriali un confronto immediato. Il sindacato riconosce la necessità di tutelare la qualità dell’aria, ma sottolinea che il costo della transizione non può ricadere soltanto sulle famiglie, già alle prese con rincari dei rifiuti, dei biglietti del trasporto pubblico e del carburante. Per molti nuclei, la sostituzione di un’automobile datata significherebbe affrontare una spesa di migliaia di euro o ricorrere a nuovo debito.

L’impatto sui pendolari

I dati Aci-Pra indicano che alla fine del 2024 erano 56.285 i diesel Euro 5 registrati nell’intera provincia di Modena. L’effetto del provvedimento, secondo la Cisl, non sarebbe quindi limitato al capoluogo, ma coinvolgerebbe un bacino più ampio di lavoratori residenti fuori città. Il gruppo più esposto è quello dei pendolari che ogni giorno devono raggiungere il posto di lavoro e non dispongono di alternative agevoli all’auto privata.

Il sindacato giudica infatti insufficiente il trasporto pubblico locale rispetto alle esigenze degli occupati. La rete, viene osservato, è organizzata soprattutto sulle necessità degli studenti e rende difficili gli spostamenti di chi vive in periferia o lavora su turni. L’invito a utilizzare autobus e altri mezzi, sostiene la Cisl, può essere efficace soltanto se il servizio è realmente disponibile, regolare e compatibile con gli orari delle attività produttive.

Le proposte della Cisl

La richiesta non è quella di ridurre l’attenzione sulla tutela ambientale, ma di utilizzare le misure compensative previste dalla legge per limitare le emissioni senza penalizzare i redditi più bassi. Provincia, Comuni e imprese sono chiamati a un tavolo per definire un pacchetto di interventi urgenti: tra le proposte figurano deroghe coordinate tra i diversi municipi, ricorso allo smart working quando possibile, piani di mobilità aziendale e collegamenti dedicati ai turnisti.

Come alternativa al blocco strutturale, il sindacato indica l’esperienza del Piemonte, dove sono stati adottati interventi compensativi differenti. L’obiettivo, secondo la Cisl Emilia Centrale, è accompagnare il cambiamento con strumenti capaci di proteggere il tessuto sociale e produttivo. Una transizione ambientale priva di sostegni, conclude l’organizzazione, rischierebbe di alimentare sfiducia e tensioni politiche, soprattutto tra chi possiede un’auto di dodici o quattordici anni perché non ha le risorse per sostituirla.