Crisi energetica

Autotrasporto, Lapam e Cna chiedono interventi sul carburante

Le associazioni segnalano liquidità ridotta, rincari operativi e rischio di mezzi fermi nei piazzali.

Autotrasporto, Lapam e Cna chiedono interventi sul carburante

Lapam Confartigianato Trasporti e Cna Fita Modena chiedono al Governo interventi urgenti per sostenere le imprese dell’autotrasporto, alle prese da mesi con l’aumento del prezzo del gasolio e con la crescita dei costi di esercizio. L’allarme è stato lanciato il 24 settembre 2026 da Dario Passaniti, presidente di Lapam Confartigianato Trasporti, ed Enrico Tangerini, presidente di Cna Fita Modena.

Secondo i rappresentanti delle associazioni, la situazione rischia di compromettere la continuità operativa delle aziende. In assenza di misure immediate, nei prossimi mesi numerosi mezzi pesanti potrebbero rimanere fermi nei piazzali non per una protesta, ma per la mancanza di liquidità necessaria ad acquistare il gasolio. Il comparto, sottolineano, ha garantito gli approvvigionamenti anche nelle fasi più difficili e ora attende risposte concrete e tempi certi dai ministeri competenti.

Il confronto con il Governo

Lapam e Cna riconoscono gli interventi già adottati, tra cui i crediti d’imposta e il taglio delle accise, considerati importanti ma non sufficienti a fronte dell’aggravarsi della crisi energetica e dell’incremento degli oneri sostenuti dalle imprese. A pesare sono anche i costi legati alla modernizzazione dei veicoli, che si aggiungono alle spese per carburante, manutenzione e gestione quotidiana.

Nei giorni precedenti, Unatras, il coordinamento unitario delle associazioni nazionali dell’autotrasporto a cui aderiscono anche Confartigianato Trasporti e Cna, aveva chiesto la ripresa immediata del confronto istituzionale. La richiesta è stata inviata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al viceministro Edoardo Rixi.

Al centro della sollecitazione c’è lo stato di attuazione degli impegni contenuti nell’accordo di Palazzo Chigi del 22 maggio, che aveva contribuito a scongiurare il fermo nazionale dei servizi. Le organizzazioni chiedono di verificare l’applicazione delle intese e di mantenere il trasporto professionale tra le priorità dell’agenda pubblica.

Le proposte per le imprese

Passaniti e Tangerini parlano di una situazione ancora critica nonostante il recepimento delle specificità del settore nei recenti provvedimenti sulle accise e lo stanziamento di risorse per il credito d’imposta. Per evitare che l’emergenza diventi irreversibile, propongono un Patto sociale sui carburanti, con misure immediate e strutturali a sostegno delle piccole e medie imprese.

Tra le richieste figurano l’applicazione vincolante del fuel surcharge, con criteri di calcolo trasparenti e sanzioni per chi pretende ristorni indebiti, risorse straordinarie per rafforzare la liquidità aziendale e una semplificazione delle procedure relative ai crediti d’imposta. Le associazioni sollecitano inoltre un piano nazionale per contrastare i furti di gasolio nelle aree di sosta.