Crisi abitativa

Affitti a Modena, il 71,8% li giudica fuori mercato

Indagine Udicon: canoni onerosi, trasferimenti verso la provincia e timori per la stabilità domestica.

Affitti a Modena, il 71,8% li giudica fuori mercato

I prezzi degli affitti a Modena sono considerati sproporzionati dalla maggioranza dei residenti coinvolti nel sondaggio online realizzato da Udicon Emilia-Romagna. L’associazione dei consumatori ha analizzato nell’ultimo mese la situazione abitativa in città, con l’obiettivo di valutare l’impatto della crisi sui bilanci delle famiglie e dei lavoratori.

Il peso dei canoni sui redditi

Secondo i risultati dell’indagine, il 71,8% degli intervistati ritiene totalmente fuori mercato e sproporzionate rispetto alle proprie disponibilità le cifre richieste negli annunci immobiliari. Per l’80% del campione, il canone mensile si colloca tra 400 e 800 euro, senza considerare le spese condominiali.

La spesa per la casa incide in modo significativo sulle entrate. L’82% dei partecipanti afferma che l’affitto assorbe oltre un terzo del reddito mensile netto, mentre per il 19,2% supera la metà delle entrate familiari. Un’incidenza che, secondo il quadro delineato dal sondaggio, rende più difficile sostenere le altre spese e programmare il futuro.

Trasferimenti fuori città e accesso alle abitazioni

Negli ultimi due anni, il 17,9% dei modenesi coinvolti avrebbe già cambiato abitazione perché il canone era diventato insostenibile. Il 53,8% dichiara inoltre di vivere con il timore di dover lasciare presto la propria casa, considerando le spese correnti ormai al limite.

Per ridurre i costi, un terzo degli intervistati si è trasferito fuori città oppure cerca casa esclusivamente in provincia. Un ulteriore 27% ha valutato seriamente la stessa possibilità, ma sarebbe frenato dai costi degli spostamenti, ritenuti tali da annullare il risparmio ottenuto sul canone.

Tra gli ostacoli segnalati figurano anche le garanzie richieste da proprietari e agenzie. Per il 70,5% del campione, il timore della morosità determina selezioni considerate difficili da sostenere, come la richiesta di più contratti a tempo indeterminato. L’indagine segnala inoltre il possibile trasferimento di immobili verso il mercato turistico, con una conseguente riduzione delle abitazioni disponibili per le famiglie.

Il giudizio sulle misure adottate dalle istituzioni locali è negativo: nessuno degli intervistati considera sufficiente l’attuale sostegno di Regione e Comune per chi non riesce a sostenere il canone. Il 57,7% definisce gli interventi pubblici del tutto inadeguati e chiede contributi diretti e misure d’emergenza più efficaci.

Antonio Rachele, commissario regionale di Udicon, ha definito i risultati non semplici statistiche, ma il segnale di un disagio che coinvolgerebbe famiglie e giovani. Secondo Rachele, servono politiche abitative più incisive, una maggiore informazione sulle misure disponibili, tutele per i proprietari contro la morosità e un potenziamento dei fondi destinati al sostegno degli affitti.