Ricerca applicata

A Modena un laboratorio Unimore per autenticità e origine alimentare

Tecnica NMR, investimento oltre 400mila euro e collaborazione tra ateneo, istituzioni e imprese

A Modena un laboratorio Unimore per autenticità e origine alimentare

Unimore ha inaugurato a Modena il laboratorio NMR FoodScreener® del Centro Interdipartimentale Grandi Strumenti, struttura dedicata allo studio delle caratteristiche degli alimenti e alla verifica della loro autenticità e origine. La presentazione si è svolta presso il Dipartimento di Scienze Fisiche, Informatiche e Matematiche.

La nuova piattaforma utilizza una tecnologia di spettroscopia di risonanza magnetica nucleare realizzata e ottimizzata da Bruker. Il sistema, dal valore di oltre 400mila euro, consente di analizzare la composizione degli alimenti e di sviluppare metodi per identificarne la varietà e la provenienza geografica. L’obiettivo è fornire strumenti utili alla tracciabilità, alla tutela dei consumatori e al contrasto delle frodi alimentari.

Un supporto per le filiere del territorio

Il laboratorio nasce in un’area dove l’origine delle produzioni è strettamente collegata alla loro identità. Tra gli esempi citati figurano il Lambrusco, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Modena. La piattaforma potrà essere impiegata per approfondire le caratteristiche dei prodotti e sostenere attività di ricerca applicata, trasferimento tecnologico e controllo della qualità.

Maria Cecilia Rossi, direttrice del Cigs, ha sottolineato l’esperienza maturata dai ricercatori di Unimore sui temi dell’autenticità e dell’origine delle produzioni agroalimentari. Secondo Rossi, il nuovo laboratorio rappresenta un potenziamento delle infrastrutture di ricerca a sostegno della qualità, della sicurezza e della verifica dell’identità dei prodotti.

Davide Bertelli, docente del Dipartimento di Scienze della Vita, ha spiegato che la strumentazione permetterà di sviluppare metodologie analitiche rapide e affidabili. Il progetto punta inoltre a favorire la collaborazione tra università, enti pubblici, consorzi di tutela e imprese agroalimentari, attraverso iniziative comuni dedicate alla tracciabilità e alla valorizzazione delle produzioni di qualità.

La collaborazione tra pubblico e privato

L’acquisizione della piattaforma è stata resa possibile dalla collaborazione tra soggetti pubblici e privati e dal lavoro svolto negli anni da ricercatori del Dipartimento di Scienze della Vita e del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche. Il laboratorio amplia così le capacità di indagine del Cigs e mette a disposizione delle filiere produttive una struttura per lo studio dell’autenticità alimentare.

Giuseppe Molinari, presidente della Camera di Commercio di Modena, ha collegato il progetto alla necessità di rafforzare la certificazione di filiera e la tracciabilità dei prodotti. Angela Sini, di Cantina della Volta e rappresentante dell’associazione Custodi del Lambrusco, ha invece evidenziato il possibile contributo della ricerca alla tutela delle produzioni legate al territorio e alla loro riconoscibilità.