Devianza giovanile

A Modena reati in calo, ma cresce l’allarme per i minori

L’Indice registra 841 segnalazioni tra gli under 18: soltanto Sondrio presenta un’incidenza maggiore.

A Modena reati in calo, ma cresce l’allarme per i minori

Modena registra una diminuzione complessiva dei delitti denunciati, ma resta tra le province italiane più esposte sul fronte della criminalità giovanile. È quanto emerge dall’Indice della criminalità pubblicato dal Sole 24 Ore, che fotografa l’andamento delle denunce raccolte dalle forze dell’ordine e trasmesse all’autorità giudiziaria.

Nel 2025 sul territorio modenese sono stati denunciati 29.564 delitti, pari a 4.155 ogni 100mila abitanti. Il dato colloca la provincia al secondo posto in Emilia-Romagna per numeri assoluti, alle spalle di Bologna, ma al settimo posto regionale per incidenza, davanti soltanto a Forlì-Cesena e Piacenza. Rispetto all’anno precedente, le denunce sono diminuite del 2,7%, una flessione superiore alla media nazionale, pari all’1,8%.

Nel confronto lungo la via Emilia, Reggio Emilia si trova invece al diciottesimo posto nazionale, davanti a Modena, ventesima. Nella provincia reggiana le denunce risultano però in aumento del 7,1%. Anche Rimini, sesta in Italia, registra una riduzione più marcata, pari al 10,7%. Considerando le singole categorie di reato, dalle rapine ai furti fino alle truffe informatiche, Modena non compare agli estremi delle graduatorie e non presenta picchi anomali.

Il dato sui ragazzi

La principale criticità riguarda gli under 18. Nel 2025 le segnalazioni di minori denunciati o arrestati sono state 841 su 10.150, pari all’8,3% del totale. La quota è quasi doppia rispetto alla media italiana, ferma al 4,7%, e colloca Modena al secondo posto nazionale per incidenza, dietro Sondrio, al 9,7%. La provincia emiliana è però quella sul podio con il numero assoluto più elevato di segnalazioni.

A livello nazionale i minori segnalati sono stati 39.600, circa 1.400 in più rispetto all’anno precedente e quasi un quinto in più sul 2014. I reati nei quali la presenza dei ragazzi è più frequente sono quelli predatori, a partire dalle rapine in strada: in questo ambito un denunciato su quattro è minorenne.

Controlli e prevenzione

Il sindaco Massimo Mezzetti ha spiegato che negli ultimi anni è stata registrata una crescita della devianza giovanile, in alcuni casi sfociata in reati. Comune, forze dell’ordine e Prefettura lavorano in coordinamento, ma il primo cittadino invita a interpretare il dato anche alla luce dell’attività di controllo: un presidio più intenso del territorio può aumentare la capacità di intercettare comportamenti illegali e, di conseguenza, il numero delle segnalazioni.

Tra gli strumenti indicati dall’amministrazione ci sono gli school tutor, personale degli istituti di vigilanza che collabora con la Polizia locale per osservare le dinamiche tra gli studenti e intervenire prima che le situazioni degenerino. Mezzetti ha richiamato anche il tema della rieducazione: chi provoca un danno dovrebbe comprenderne le conseguenze e, quando possibile, ripararlo attraverso attività socialmente utili. La garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Marina Terragni, ha giudicato positivo un approccio fondato sulle relazioni con i ragazzi che hanno commesso gli errori.

L’Indice, tuttavia, non misura tutti i reati commessi, ma quelli emersi attraverso le denunce. I risultati dipendono quindi sia dalla propensione a denunciare sia dall’intensità dei controlli. Una segnalazione non equivale a una condanna e, nel caso dei minori, il conteggio può includere più segnalazioni riferite alla stessa persona. Inoltre, il rapporto considera soltanto i residenti e non tiene conto di chi raggiunge quotidianamente la provincia per lavoro o studio.

Il quadro restituisce comunque un’indicazione precisa: mentre i delitti denunciati diminuiscono, la quota di ragazzi coinvolti resta tra le più alte d’Italia. Un fenomeno che chiama in causa scuole, famiglie e servizi educativi oltre alle forze dell’ordine. I primi dati nazionali del 2026, ancora provvisori, indicano infine un’ulteriore riduzione dei delitti denunciati, pari al 9,9% nel primo semestre.