La plastica riciclata è sempre più centrale nelle strategie delle grandi aziende, chiamate a conciliare sostenibilità, prestazioni e qualità estetica. Il tema è stato al centro dell’inaugurazione dell’impianto Aliplast di via Cavazza, a Modena, dove sono intervenuti manager di Stellantis, L’Oréal, Davines e Fratelli Guzzini. Dall’automotive alla cosmetica, fino agli articoli per la casa, l’obiettivo è aumentare l’impiego di materiale recuperato nei prodotti e negli imballaggi.
A spingere il mercato sono anche le nuove regole europee. Dal 2030 gli imballaggi in plastica dovranno contenere una quota minima di materiale riciclato, destinata a crescere ulteriormente dal 2040. Per le automobili di nuova omologazione sono previste soglie specifiche: almeno il 15% dal 2032 e il 25% dal 2036. Secondo uno studio del Boston Consulting Group realizzato per Aliplast, la plastica riciclata generica è competitiva soprattutto quando ha un prezzo contenuto, mentre quella certificata e sviluppata sulle esigenze del cliente può arrivare a costare una volta e mezza rispetto alla materia prima vergine.
Un settore sotto pressione
Il comparto deve però fare i conti con una capacità produttiva in calo. Antonino Furfari, di Plastics Recyclers Europe, ha segnalato che in due anni l’Europa ha perso oltre un milione di tonnellate di capacità di riciclo. Nel frattempo, alcune aziende del distretto ceramico utilizzano già imballaggi composti per oltre l’80% da materiale riciclato. La disponibilità di materia prima e la capacità di realizzare formulazioni adatte ai diversi impieghi restano quindi elementi decisivi per rispettare gli obiettivi fissati.
Stellantis punta a ricavare il 35% del peso di ogni vettura da materiali sostenibili. Paolo Accastello, manager della produzione del gruppo, ha spiegato che alcuni modelli hanno già raggiunto risultati significativi: la Citroen C3 utilizza plastica riciclata per il 25% del paraurti anteriore, mentre la nuova Lancia Ypsilon e la Jeep Compass superano il 15%. In Italia il gruppo impiega ogni anno circa 23mila tonnellate di plastica rigida e considera impianti come quello modenese uno strumento per trasformare gli scarti in materiale destinato nuovamente alla produzione.
Dai flaconi agli oggetti per la casa
Nella cosmetica il percorso è già avanzato. L’Oréal ha fissato l’obiettivo del 50% di plastica riciclata nelle confezioni entro il 2030 e ha portato materiale riciclato al 100% su grandi marchi globali come Garnier e L’Oréal Paris. La fase successiva riguarda l’impiego di plastica rigida recuperata anche per componenti più complessi, tra cui pompe e tappi.
Davines, azienda parmense che collabora con Aliplast da quindici anni, utilizza oggi l’82% di materiale riciclato nei flaconi e punta al 100% entro il 2030. Nel settore professionale, ha sottolineato il responsabile innovazione e qualità Paolo Goi, i prodotti devono mantenere elevate prestazioni e un aspetto curato.
Per Fratelli Guzzini la difficoltà è legata soprattutto all’uso alimentare degli articoli: oltre l’80% degli oggetti del marchio entra in contatto con il cibo e deve resistere a lavastoviglie, acidi e grassi. Dal 2018 l’azienda ha sviluppato con Aliplast una nuova formulazione di Pet riciclato rinforzato con minerali, adatta a queste condizioni.
Durante l’inaugurazione, l’amministratore delegato di Aliplast Michele Petrone ha sintetizzato l’obiettivo del progetto nella necessità di far tornare la materia nel settore da cui proviene: gli scarti delle auto nelle nuove auto, quelli della cosmetica nei flaconi. Per sostenere il funzionamento degli impianti, Politecnico di Milano, Università di Bologna, Hera e Aliplast hanno inoltre creato un’Academy destinata alla formazione dei giovani tecnici.