Il rapporto tra le imprese modenesi e il sistema bancario resta solido nel primo semestre del 2026, anche se il costo dei finanziamenti continua a rappresentare il principale elemento di difficoltà. Il quadro emerge dal focus sul credito elaborato dal Centro studi e statistica della Camera di commercio di Modena sulla base dei dati dell’indagine congiunturale di Unioncamere Emilia-Romagna.
Impegni rispettati dalla maggioranza
Nel settore manifatturiero, il 93% delle aziende dichiara di riuscire a onorare gli impegni con le banche. La percentuale sale al 97% nel commercio. I valori sono sostanzialmente in linea con quelli rilevati nel 2025 e indicano una situazione nel complesso stabile sul fronte della sostenibilità dei debiti.
Tra le imprese industriali, il fabbisogno di finanziamenti è aumentato per il 16% degli intervistati, mentre è diminuito per il 13% e si è mantenuto invariato nel 71% dei casi. In netto calo, invece, la quota di aziende che ha richiesto crediti garantiti dallo Stato, scesa al 22%. Nella maggior parte dei casi il finanziamento è stato concesso per intero; tra le imprese che non hanno presentato domanda, il 77% ha spiegato di non averne avuto bisogno.
Nel commercio la necessità di ricorrere al credito è cresciuta per il 24% delle attività, mentre per oltre due terzi è rimasta stabile. È più elevata rispetto all’industria la quota di imprese che non ha richiesto garanzie pubbliche: l’85%, contro il 78% circa del comparto manifatturiero. Solo il 15% degli esercizi commerciali ha utilizzato questa opportunità, ottenendo nella maggior parte dei casi l’approvazione della pratica.
Tassi e commissioni tra le criticità
I giudizi sulla disponibilità degli strumenti e sulle procedure di accesso risultano generalmente positivi. Nell’industria, l’80% considera adeguata la tipologia di prodotti offerti, il 76% ritiene sufficiente la quantità di risorse disponibili e il 74% giudica soddisfacenti i tempi di accettazione delle richieste. Più contenuta è la valutazione sulle garanzie richieste, ritenute adeguate dal 63% delle imprese.
Le maggiori riserve riguardano il prezzo del finanziamento. Il costo complessivo è considerato equo dal 57% delle imprese manifatturiere, mentre il tasso applicato raccoglie il 52% di valutazioni positive, in calo rispetto al 58% del 2025. Nel commercio, la quantità di credito disponibile è giudicata adeguata dall’87% delle aziende e la tipologia degli strumenti dall’80%. Garanzie e tempi di accettazione raggiungono entrambi il 70%, ma il gradimento scende al 53% per il costo complessivo e al 43% per il tasso applicato.
Tra i problemi più segnalati figurano l’aumento dei costi e delle commissioni, indicato dal 42% delle imprese manifatturiere e dal 35% di quelle commerciali. Seguono l’incremento dei tassi, rispettivamente con il 20% e il 13% delle segnalazioni, e la richiesta di garanzie più consistenti. Non emergono tuttavia criticità per il 45% delle aziende industriali e per il 56% delle imprese del commercio.