Commercio locale

A Modena chiusi 206 bar in sei anni: persi 62 milioni

Il dossier Confesercenti segnala un calo dell’11,6% nella provincia emiliana

A Modena chiusi 206 bar in sei anni: persi 62 milioni

Tra il 2019 e il 2025 in provincia di Modena hanno cessato l’attività 206 bar. Il dato emerge dal dossier nazionale di Confesercenti sulla contrazione del settore e si traduce, secondo le stime dell’associazione, in circa 62 milioni di euro di ricchezza sottratta al territorio.

Nel complesso, le imprese del comparto presenti nella provincia sono passate da 1.770 a 1.564, con una riduzione dell’11,6%. Nel solo comune di Modena la flessione ha riguardato 75 attività: da 581 sono scese a 506, con un calo del 12,9% e una perdita stimata di 23 milioni di euro.

Costi e nuove abitudini

Confesercenti individua tra le cause principali l’aumento dei costi di gestione. Energia, materie prime, affitti e lavoro hanno ridotto i margini di esercizio di attività caratterizzate da scontrini medi contenuti e da un elevato impiego di personale. Sulla tenuta del settore hanno inciso anche gli effetti della pandemia e il cambiamento delle abitudini quotidiane.

La diffusione del lavoro da remoto ha ridotto i flussi nei centri urbani e contratto il consumo della prima colazione fuori casa, colpendo soprattutto gli esercizi legati agli uffici e ai servizi di prossimità. Tra gli altri fattori vengono indicati la perdita di potere d’acquisto delle famiglie, la concorrenza delle catene organizzate, della grande distribuzione e dei servizi di consegna.

Nei territori montani si aggiungono l’invecchiamento della popolazione e la diminuzione dei residenti. Nel capoluogo, nonostante la crescita dei flussi turistici, la pressione degli affitti e degli altri costi fissi contribuisce a spiegare parte della riduzione delle attività.

Le conseguenze per il territorio

Secondo l’associazione, la chiusura di un bar non comporta soltanto la perdita di un’impresa. Vengono meno punti di incontro, diminuiscono i flussi di passaggio e si riduce la domanda per altri negozi e servizi. A risentirne sono anche anziani e famiglie, che dispongono di meno riferimenti nella vita quotidiana.

La contrazione del comparto produce inoltre effetti sui consumi, sull’occupazione e sul gettito fiscale. Mauro Rossi, presidente provinciale di Confesercenti e presidente di Fiepet Modena, ha definito il fenomeno una conseguenza rilevante per la vita sociale ed economica del territorio, sottolineando la necessità di interventi per sostenere i luoghi di aggregazione nei quartieri.

Per contrastare quella che l’associazione definisce desertificazione commerciale, Confesercenti ha promosso una proposta di legge di iniziativa popolare a sostegno delle attività di prossimità, compresi bar e ristorazione. Il testo prevede la riduzione degli oneri amministrativi e fiscali, incentivi per le piccole imprese e politiche urbane orientate alla valorizzazione dei luoghi di incontro.

L’associazione invita i cittadini a sostenere l’iniziativa attraverso la firma della petizione online o presso le sedi di Confesercenti Modena. Le informazioni sulle modalità di adesione sono disponibili sul sito dell’organizzazione.