L’aumento dei prezzi e la crescente difficoltà delle famiglie a sostenere le spese essenziali riaccendono l’attenzione sull’emergenza abitativa nel territorio modenese. Secondo l’analisi del Sunia di Modena, tra il 2018 e il 2025 i canoni di locazione hanno registrato incrementi molto diversi a seconda della tipologia contrattuale, con aumenti particolarmente marcati per gli accordi a durata limitata.
Nel Comune di Modena, a fronte di un’inflazione cumulata indicata intorno al 20%, i canoni liberi con contratto 4+4 sono cresciuti del 35%. I contratti a canone concordato hanno invece seguito più da vicino l’andamento generale dei prezzi, segnando un aumento del 19,9%. Questa formula rappresenta circa due terzi delle nuove stipule nel capoluogo, grazie all’accordo raggiunto tra le associazioni degli inquilini e quelle dei proprietari.
I rincari dei contratti transitori
La crescita più consistente riguarda i contratti transitori, con durata compresa tra uno e 18 mesi. In questo caso l’incremento rilevato dal sindacato arriva al 46%, oltre il doppio rispetto all’inflazione cumulata. Il Sunia segnala che proprio questa tipologia sarebbe esposta al maggior rischio di irregolarità e di utilizzo improprio per aggirare le regole del mercato delle locazioni.
A subire gli effetti più pesanti sono soprattutto le fasce con minore capacità economica e maggiore mobilità, tra cui studenti universitari, lavoratori precari, personale scolastico e sanitario e appartenenti alle forze dell’ordine. L’aumento dei canoni si inserisce in un quadro già appesantito dall’accelerazione dell’inflazione, indicata al 3,3% ad agosto, e dall’incremento dei costi energetici.
La pressione nei comuni della provincia
La situazione, secondo il Sunia, è ancora più critica in alcune aree della provincia. Nel Distretto Ceramico l’aumento dei contratti transitori ha superato il 50% nei principali comuni, mentre a Maranello la crescita ha raggiunto il 78%. Il dato più elevato viene attribuito a Castelfranco Emilia, dove tra il 2021 e il 2025 l’incremento è stato del 90%, anche per effetto della vicinanza e della pressione abitativa proveniente dal distretto bolognese.
Il sindacato teme che una nuova fiammata inflattiva, simile a quella registrata nel biennio 2022-2023, possa favorire ulteriori aumenti speculativi soprattutto sui contratti di breve durata. Il Sunia valuta positivamente l’avvio dell’Osservatorio provinciale sulla Casa, promosso dalla Provincia di Modena, ma ritiene ancora insufficiente la rete di vigilanza sul territorio e chiede controlli adeguati alla dimensione del fenomeno.