Tra le novità introdotte da Paolo Galloppa e i limiti già emersi nelle ultime stagioni, il Modena ha aggiunto un altro tassello al proprio percorso. Il pareggio ottenuto a Bolzano contro il Sudtirol ha evitato, a cinque minuti dalla fine, la seconda sconfitta consecutiva, ma ha lasciato anche la sensazione di un’occasione non sfruttata fino in fondo. La squadra gialloblù avrebbe infatti potuto conquistare l’intera posta, considerato il volume di gioco prodotto e le opportunità costruite nell’arco della gara.
Una produzione offensiva significativa
Il progetto tecnico del nuovo allenatore punta su una manovra capace di coinvolgere più giocatori, senza affidarsi a un unico riferimento offensivo. Le caratteristiche della rosa e la filosofia di Galloppa sembrano offrire al Modena la possibilità di distribuire le reti tra diversi elementi. Dopo quattro partite, i gialloblù hanno segnato sei gol, ma i dati sulle occasioni create suggeriscono che il bottino avrebbe potuto essere superiore: almeno otto reti, secondo la proiezione legata ai gol attesi.
Il gioco consente agli attaccanti e ai centrocampisti di inserirsi e di trovarsi spesso nella posizione utile per concludere. È un aspetto già evidente in questo avvio di campionato, nel quale il Modena ha cercato di guidare le partite attraverso una precisa identità. Anche nelle due uscite successive alla vittoria di Cremona, contro Avellino e Sudtirol, la squadra è riuscita ad arrivare con continuità negli ultimi metri. Il problema, almeno in questa fase, riguarda soprattutto la capacità di trasformare la mole di gioco in reti.
Le occasioni non bastano
Nelle ultime due gare sono state effettuate oltre 60 conclusioni, comprese quelle terminate fuori dallo specchio, ma il tabellino registra una sola marcatura. È quella realizzata da Giuseppe Ambrosino nella sfida del Druso, con una girata che ha fissato il risultato sull’1-1. Dopo la sconfitta con l’Avellino, il pareggio di Bolzano ha quindi limitato i danni, ma non ha cancellato il rammarico per le opportunità non concretizzate.
Il confronto con le prime giornate invita comunque a una valutazione equilibrata. A Cremona il Modena aveva disputato una delle migliori partite della gestione Galloppa, approfittando degli spazi concessi da un avversario in difficoltà. Avellino e Sudtirol, invece, hanno mostrato maggiore esperienza nel complicare la costruzione della manovra, pur senza impedire ai gialloblù di presentarsi in area e creare situazioni pericolose.
Per questo l’aspetto da migliorare non riguarda la capacità di produrre gioco, ma quella che in casa gialloblù viene definita ferocia in zona gol. Servono maggiore precisione, decisione e anche quel margine di fortuna che in alcune partite può risultare decisivo. Il Modena ha già dimostrato di possedere una struttura offensiva efficace; dovrà ora evitare che le occasioni costruite si trasformino troppo spesso in rimpianti al fischio finale.