Benessere fisico

Sport, i consigli dell’Ausl di Modena per ripartire

Gradualità, controlli e alimentazione equilibrata: ritorno all’attività senza forzature

Sport, i consigli dell’Ausl di Modena per ripartire

Con la fine della pausa estiva, molte persone tornano alla routine e scelgono di riprendere l’attività fisica. Dopo un periodo di inattività, però, il passaggio dalla sedentarietà a un allenamento intenso deve avvenire con cautela. Il consiglio dell’Azienda USL di Modena è di procedere per gradi, adeguando lo sforzo alle proprie condizioni e aumentando progressivamente durata e intensità.

Gustavo Savino, direttore del Servizio di Medicina dello Sport dell’Ausl, sottolinea che l’organismo ha bisogno di tempo per riabituarsi al movimento. Due o tre sessioni settimanali possono rappresentare un punto di partenza, soprattutto se inserite in una giornata complessivamente attiva. Camminare a passo sostenuto, andare in bicicletta, usare le scale invece dell’ascensore e muoversi con maggiore regolarità sono attività utili anche senza frequentare una palestra.

Carichi graduali e attenzione ai segnali

Uno degli errori più frequenti consiste nel voler recuperare rapidamente il tempo trascorso senza allenarsi, passando in pochi giorni a numerose sedute ad alta intensità. Un normale indolenzimento muscolare può accompagnare la ripresa, mentre un dolore persistente o ricorrente, che aumenta durante l’esercizio, merita attenzione e non dovrebbe essere trascurato.

Le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano agli adulti tra 150 e 300 minuti di attività aerobica moderata ogni settimana, oppure tra 75 e 150 minuti di attività intensa, insieme ad almeno due sedute dedicate al rafforzamento muscolare. La necessità di una valutazione medica prima della ripresa dipende dall’età, dal livello di allenamento, dai fattori di rischio, dalle condizioni cliniche e dal tipo di disciplina praticata.

Per chi pratica sport agonistico, la visita medico-sportiva è necessaria per verificare l’idoneità attraverso protocolli specifici e può contribuire a individuare condizioni che aumentano il rischio di eventi avversi. Anche per chi svolge attività non agonistica, un consulto può essere utile dopo una lunga inattività. In presenza di patologie cardiovascolari o di altre condizioni croniche, l’esercizio può inoltre diventare parte del percorso terapeutico, con un programma personalizzato definito insieme ai professionisti sanitari.

Alimentazione e idratazione

La ripresa dell’attività non dovrebbe essere accompagnata da digiuni, diete drastiche o presunte soluzioni detox per compensare gli eccessi estivi. L’indicazione è tornare a un’alimentazione regolare ed equilibrata, con un adeguato apporto di carboidrati, proteine, frutta, verdura e grassi di buona qualità. La dieta va adattata alla quantità e al tipo di esercizio, così da fornire energia e nutrienti sufficienti.

Per la maggior parte delle persone sane che seguono un’alimentazione varia non sono necessari integratori. Il loro impiego può essere valutato in presenza di carenze accertate, condizioni cliniche particolari o attività molto intensa e prolungata, evitando il fai da te. Anche l’idratazione deve essere adeguata alla temperatura, alla durata e all’intensità dello sforzo. L’obiettivo, conclude il Servizio di Medicina dello Sport, è costruire abitudini sostenibili nel tempo, rispettando i tempi di recupero e mantenendo una regolare attenzione alla propria salute.