Sicurezza urbana

Mezzetti difende la zona rossa: “Basta isteria”

Il sindaco replica alle critiche: controlli e allontanamenti per chi commette reati, senza colpire residenti e gestori

Mezzetti difende la zona rossa: “Basta isteria”

Il sindaco di Modena, Mezzetti, interviene sul dibattito legato alla zona rossa di via Gallucci, contestata nei giorni scorsi da associazioni, esercenti e rappresentanti politici, compresi esponenti del Pd, partito di maggioranza. In una dichiarazione diffusa mercoledì 9 settembre, il primo cittadino ha invitato a ridimensionare le contrapposizioni e a valutare lo strumento con un approccio pragmatico.

Mezzetti ha ricordato che le cosiddette zone rosse sono misure previste dalla normativa e che a Modena hanno iniziato a essere utilizzate quasi un anno fa. Secondo il sindaco, il confronto pubblico è stato segnato fin dall’inizio da letture opposte: da una parte chi, come il Governo e le forze politiche di centrodestra, le ha presentate come una risposta risolutiva ai problemi di sicurezza; dall’altra chi le considera una forma di militarizzazione del territorio.

Il richiamo ai dati sulla criminalità

Nel corso dell’ultimo Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, spiega il sindaco, è stata registrata una diminuzione dei delitti dall’inizio dell’anno. Un dato che, precisa, non equivale all’assenza di episodi preoccupanti: fatti che destano allarme continuano a verificarsi in via Gallucci, così come in altre aree del centro e della città.

Il primo cittadino sostiene che le preoccupazioni dei cittadini debbano essere ascoltate e considerate anche quando le statistiche mostrano un andamento positivo. Se la zona rossa consentirà di rafforzare i controlli sulle persone sospette e di adottare eventuali provvedimenti di allontanamento nei confronti di chi commette reati, anche nelle aree della movida, la misura potrà essere valutata con fiducia sulla base dell’esperienza già maturata.

Nessuna criminalizzazione dei locali

Mezzetti respinge però l’idea che il provvedimento possa tradursi in una criminalizzazione di chi frequenta le aree del divertimento o dei titolari e dei lavoratori dei locali. Il messaggio rivolto a chi opera nel rispetto delle regole è che non ci sarebbe nulla da temere e che i nuovi strumenti possono contribuire a garantire maggiore serenità nei luoghi della movida.

Per il sindaco, la sicurezza è il risultato di più fattori e l’ordine pubblico rappresenta soltanto uno degli elementi in campo. Da qui l’appello all’equilibrio e alla concretezza, rivolto anche agli oppositori dell’amministrazione comunale. Secondo Mezzetti, il tema dovrebbe essere sottratto alla propaganda: descrivere Modena come una città invivibile e fuori controllo rischia di alimentare la paura e di danneggiare la comunità, oltre a svalutare l’impegno quotidiano delle forze dell’ordine.