Non si placa la controversia sul nuovo appalto delle biblioteche di Modena. A pochi giorni dall’avvio ufficiale del servizio, partito il 1° settembre, la FP Cgil denuncia criticità operative e contrattuali che riguardano oltre 40 lavoratori impiegati nella gestione delle strutture cittadine.
Il cambio di gestione
Il nuovo appalto coinvolge la biblioteca Delfini, i poli Poletti, Rotonda, Crocetta e Villaggio Giardino, la biblioteca Strega Teodora del Policlinico, lo spazio del Memo, l’Archivio storico comunale e i servizi del Polo bibliotecario modenese. Il servizio prosegue in continuità sotto la guida della cooperativa Open Group, ma il passaggio più rilevante riguarda l’applicazione del Ccnl Federculture.
In precedenza i dipendenti erano divisi tra i contratti delle Cooperative sociali e del Multiservizi. Il nuovo contratto nazionale, inizialmente accolto con favore perché avrebbe dovuto garantire un incremento retributivo, sta invece facendo emergere questioni rimaste irrisolte. Secondo la FP Cgil, alla base delle difficoltà ci sarebbe anche l’assenza di un confronto preventivo ed efficace tra lavoratori, Comune e soggetto gestore.
«Abbiamo tentato a inizio anno di convincere la committenza a fare una reale contrattazione d’anticipo», spiega Enrico Abbati, funzionario della FP Cgil. L’obiettivo, aggiunge, era far emergere i problemi storici dell’appalto. L’amministrazione, secondo il sindacalista, si sarebbe limitata a un’interlocuzione generica che, pur conducendo all’introduzione del nuovo contratto, non avrebbe fornito risposte sufficienti sulla corretta applicazione delle norme.
Le contestazioni sugli inquadramenti
Il principale terreno di confronto riguarda gli inquadramenti del personale, ritenuti dal sindacato non coerenti con le mansioni svolte e con le professionalità maturate. La Cgil segnala in particolare la situazione dei commessi, considerati sottovalutati rispetto al lavoro svolto. Per quattro lavoratori, l’introduzione del Ccnl Federculture non avrebbe comportato alcun aumento salariale.
La sigla contesta inoltre il meccanismo di compensazione adottato: gli incrementi economici previsti dal contratto sarebbero utilizzati per assorbire integralmente gli scatti di anzianità e le indennità legate alle specifiche responsabilità. Restano da chiarire anche le condizioni dei dipendenti impiegati su più cantieri, per i quali è ancora in discussione l’applicazione del contratto, oltre a temi come buoni pasto, giorni lavorativi e banca ore.
Durante l’assemblea del 31 agosto, i lavoratori hanno dato al sindacato un mandato pieno per affrontare i tavoli di confronto con il Comune e con la cooperativa. La FP Cgil fa sapere che non firmerà l’accordo alle condizioni attuali e considera stretti i tempi per arrivare a una mediazione.
«Il mandato dei lavoratori è chiaro: proseguire il confronto ma, in assenza di risposte rapide, siamo pronti ad attivare ogni forma di mobilitazione possibile», conclude Abbati. La vertenza resta quindi aperta, con il sindacato in attesa di risposte sulle modalità di applicazione del contratto e sugli aspetti economici e organizzativi del servizio.