Sanità modenese

Pd e Mezzetti ricuciono: il Policlinico resta al centro

Sul nuovo Pal nessuna decisione: Baggiovara subordinata a risorse aggiuntive, mentre rimane aperto dossier Bess.

Pd e Mezzetti ricuciono: il Policlinico resta al centro

La serata organizzata dal circolo Pd San Donnino-San Damaso ha ricomposto, almeno sul piano politico, le tensioni emerse nelle ultime settimane sul futuro della rete ospedaliera modenese. All’incontro, intitolato Al lavoro per la Modena del futuro e ospitato alla polisportiva, hanno partecipato circa cento residenti. Il confronto era stato convocato per discutere dei principali problemi della frazione, ma il tema della sanità ha finito per occupare gran parte del dibattito.

Alla riunione erano presenti, tra gli altri, il segretario cittadino del Pd Diego Lenzini, il sindaco Massimo Mezzetti, il segretario di Forza Italia Enrico Fontana, l’ex consigliere comunale Vittorio Ballestrazzi e Mattia Meschieri, attivista del comitato Modena merita di più. La presenza di esponenti di orientamenti diversi ha dato all’appuntamento un carattere bipartisan, in un clima segnato dalle polemiche sul riassetto della sanità.

Il futuro della rete ospedaliera

Dal confronto è emersa la volontà di ricondurre ogni decisione all’interno del percorso del nuovo Pal, il Piano attuativo locale, senza accelerazioni né scelte già definite. Lenzini ha ribadito la necessità di difendere il modello della sanità pubblica emiliano-romagnola e la rete territoriale, anche rispetto ai possibili effetti dei tagli del Governo. Tra le garanzie indicate durante l’assemblea c’è quella sul Policlinico di via del Pozzo: il presidio continuerà a rappresentare il cuore dell’assistenza ospedaliera modenese e il pronto soccorso resterà operativo 24 ore su 24.

Mezzetti ha spiegato che l’80 per cento degli interventi di sanità pubblica dovrà rimanere concentrato al Policlinico. Il polo d’eccellenza previsto a Baggiovara, invece, potrà essere realizzato soltanto in presenza di risorse aggiuntive garantite dalla Regione e senza ridurre i servizi del resto della rete provinciale. Il sindaco ha precisato che, in assenza dei finanziamenti necessari, sarebbe pronto a chiedere di fermare il progetto. La discussione, quindi, torna al punto di partenza e viene affidata al percorso istituzionale del nuovo Pal.

Il nodo degli impianti di accumulo

Tra gli altri argomenti affrontati c’è stato quello dei Bess, gli impianti di accumulo dell’energia, considerati un tema particolarmente sensibile per la frazione. Secondo l’amministrazione comunale, le possibilità di intervento sono condizionate da norme e decisioni nazionali. Mezzetti ha chiarito che il Comune non è contrario agli accumulatori in quanto tali, ma chiede che vengano collocati lontano dalle abitazioni e nei territori ritenuti più adatti.

L’amministrazione ha chiesto al ministero dell’Ambiente la conferenza di Via, senza ottenere l’attivazione della procedura. Nel caso in cui il progetto prosegua, il Comune punta quindi su compensazioni e misure di mitigazione, tra cui la possibilità di realizzare impianti interrati o semi-interrati. Lenzini ha annunciato l’impegno del Pd per modificare la normativa nazionale e restituire agli enti locali maggiori strumenti di pianificazione.

Dopo gli interventi introduttivi, l’assemblea è proseguita con tre tavoli di lavoro dedicati ad ambiente, urbanistica e Bess; scuola, mobilità e infrastrutture; welfare, sicurezza, giovani, polisportive e cultura. I gruppi sono stati coordinati dagli assessori Francesca Maletti, Andrea Bortolamasi, Giulio Guerzoni e Federica Venturelli, insieme ai consiglieri dem. In chiusura, i moderatori hanno riferito in plenaria le proposte e le osservazioni raccolte durante il confronto.