Fratelli d’Italia traccia un bilancio dei quattro anni di esecutivo guidato da Giorgia Meloni e indica nella stabilità il principale elemento distintivo dell’azione di governo. In occasione dell’incontro, i rappresentanti del partito hanno affrontato i risultati raggiunti e le questioni ancora aperte, con particolare attenzione alle ricadute sul territorio di Modena e dell’Emilia-Romagna.
Il confronto si è svolto in una giornata segnata da scioperi e manifestazioni. Tra i temi discussi figurano la sicurezza, il lavoro, il caro vita e le difficoltà dei comparti produttivi. Secondo i rappresentanti di FdI, tra gli indicatori rivendicati ci sono l’aumento del 4,8% degli occupati, il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, le misure adottate per contrastare gli sbarchi e il calo dello spread.
La linea del governo
Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, ha definito positivo il quadriennio dell’esecutivo. A suo giudizio, la continuità delle scelte avrebbe consentito di sviluppare una strategia con interventi confermati nelle manovre degli anni successivi. Sul caro vita, Bignami ha distinto tra l’aumento dei costi energetici, attribuito soprattutto a fattori internazionali come la situazione nello Stretto di Hormuz e la guerra in Ucraina, e la crescita dei prezzi legata all’andamento dell’economia interna, che ha descritto come stabile sulla base degli osservatori indipendenti.
Una parte dell’intervento è stata dedicata al sostegno ai comparti produttivi modenesi. Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale del partito, ha citato in particolare il settore della ceramica e il confronto europeo sull’Ets, il meccanismo che, secondo FdI, penalizza soprattutto le imprese ad alta intensità energetica. L’attenzione si è concentrata anche sul biomedicale e sul payback.
Le priorità per il territorio
Barcaiuolo ha sostenuto che, per il triennio 2018-2022, l’impatto del payback sia stato ridotto del 75%, lasciando tuttavia un 25% ancora considerato ingiusto. Il coordinatore regionale ha definito il meccanismo una tassa imprevedibile, capace di rendere più difficile per le aziende programmare i piani industriali e conoscere in anticipo i costi. Il partito ha quindi annunciato l’intenzione di proseguire il lavoro per ottenere ulteriori interventi, ricordando che le risorse necessarie erano già previste nel bilancio dello Stato.
Sul piano locale, tra le priorità indicate figurano gli investimenti in infrastrutture e sanità, oltre alle esigenze delle imprese. Centrale resta anche il tema della sicurezza, con la richiesta di maggiori garanzie per i cittadini e di una presenza più capillare in città. Carmela Dondi ha riconosciuto l’esistenza di criticità a Modena e ha indicato la sicurezza come uno degli ambiti sui quali continuare a intervenire a livello politico, sostenendo il diritto dei residenti a vivere in una città sicura.