Mathieu Zannoni, ex modello e imprenditore di Carpi, ha denunciato alla Polizia la presenza su TikTok di un profilo che, secondo il suo racconto, utilizza le sue fotografie e richiama la sua identità. Il caso riguarda la creazione di un sosia digitale ottenuto attraverso immagini e contenuti riconducibili alla sua attività professionale e alla sua presenza sui social network.
Il profilo, intestato a una persona sconosciuta ma associato a un nome simile a quello dell’imprenditore, avrebbe raccolto numeri significativi: 1,7 milioni di mi piace complessivi e video capaci di superare 2,5 milioni di visualizzazioni. Zannoni sostiene che il volto del personaggio riprodotto sia molto simile al suo per lineamenti, acconciatura, abbigliamento e pose.
Le immagini e l’uso dell’intelligenza artificiale
L’ex modello ha raccolto confronti tra le immagini pubblicate dal profilo e i suoi precedenti scatti professionali, presenti anche sui suoi canali social. A suo giudizio, composizioni, prospettive e abiti riproposti nei video non sarebbero semplici coincidenze, ma il risultato dell’uso dell’intelligenza artificiale per costruire una falsa identità digitale.
La vicenda avrebbe assunto una dimensione ulteriore quando un profilo ufficiale statunitense legato all’industria automobilistica di lusso ha pubblicato un video con il sosia digitale e ha commentato altri contenuti associati all’account. Zannoni ha quindi informato l’azienda e ha conservato screenshot e cronologie delle pubblicazioni e delle interazioni.
Gli episodi nella vita quotidiana
La somiglianza tra l’imprenditore e il personaggio apparso su TikTok avrebbe avuto conseguenze anche fuori dalla rete. Zannoni racconta che una persona lo ha fermato per strada chiedendogli se fosse l’uomo dei video, mentre una commessa gli avrebbe rivolto complimenti per i contenuti dedicati alle automobili, nonostante all’epoca non avesse ancora un account TikTok.
Dopo essere stato bloccato dal titolare del profilo in seguito ai primi contatti, Zannoni ha deciso di rivolgersi alle autorità. La contestazione riguarda l’uso di fotografie altrui per la costruzione di una falsa identità sul web. La documentazione raccolta è stata messa a disposizione degli investigatori per ricostruire l’origine dei contenuti e le modalità con cui sarebbero stati utilizzati.
L’avvocato Marcello Benetti, che assiste civilmente l’imprenditore, ha definito la condotta una grave lesione dei diritti della personalità. Il legale ha riferito che è già stata presentata la denuncia e che sono in valutazione anche iniziative in sede civile per chiedere il risarcimento dei danni. Gli eventuali sviluppi dipenderanno dagli accertamenti delle autorità e dall’identificazione dei responsabili del profilo.