Il Comune di Modena ha sanzionato con una multa da 2.000 euro il proprietario del locale di appena sette metri quadri individuato la scorsa estate nel centro storico. L’Ufficio Abusi di piazza Grande ha inoltre concesso 90 giorni di tempo per demolire l’immobile e riportarlo allo stato originario.
Il provvedimento è arrivato dopo gli accertamenti avviati in seguito alla segnalazione del Sunia Cgil di Modena, che aveva denunciato la presenza dell’alloggio il 31 luglio. Il locale era stato pubblicizzato come abitazione autonoma, nonostante le dimensioni estremamente ridotte e la particolare organizzazione degli spazi.
Gli ambienti ricavati nel vano accessorio
Secondo la descrizione diffusa dal sindacato degli inquilini, l’unità era composta da due stanzette, un bagno di dimensioni minime collocato accanto al letto e un piccolo angolo cottura con fornelletto elettrico. In uno spazio di collegamento tra i due ambienti era stato sistemato anche un frigorifero.
Il contratto proposto prevedeva una durata di quattro anni più quattro e un canone di 200 euro al mese. L’annuncio aveva attirato l’attenzione proprio per la superficie dell’immobile, presentato come uno dei più piccoli appartamenti disponibili sul mercato degli affitti.
La reazione del Sunia
Il segretario del Sunia Cgil di Modena, Rajen Amari, ha definito il provvedimento una buona notizia, sottolineando il valore della sanzione e dell’obbligo di ripristino. Per il sindacato, l’esito della vicenda dimostra l’importanza delle segnalazioni e della rapidità dell’intervento pubblico.
Il Sunia ha collegato il caso alla più ampia crisi abitativa che interessa Modena e altre grandi città italiane, richiamando gli effetti degli affitti elevati e delle offerte immobiliari con superfici molto ridotte. L’organizzazione ha inoltre riferito che sui tre principali portali di annunci non risultano più, nella sezione relativa a Modena, proposte di immobili autonomi con una superficie inferiore ai 20 metri quadri.
La situazione, secondo il sindacato, resta però diversa in altre grandi città italiane, dove continuano a comparire annunci di monolocali ampiamente al di sotto di quella soglia. Nel caso modenese, l’ordinanza comunale stabilisce ora tempi e modalità per la demolizione del locale e il ritorno alla configurazione originaria.