Il pronto soccorso del Policlinico di Modena non è destinato a chiudere e la Regione non ha previsto tagli alla sanità modenese. A ribadirlo è stato il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale, intervenuto sulle voci che da giorni alimentano il dibattito cittadino sulla futura organizzazione dei servizi ospedalieri.
Il governatore ha parlato a margine dell’inaugurazione dell’impianto Aliplast, rispondendo alle domande sulla proposta di trasferire il Policlinico a Baggiovara. De Pascale ha difeso l’operato del sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, che aveva reagito alle ipotesi circolate nelle ultime settimane. Secondo il presidente regionale, si sarebbe trattato di notizie prive di fondamento, compresa quella relativa alla chiusura del pronto soccorso del Policlinico.
Il piano della Regione
De Pascale ha spiegato che non esiste alcun atto per la chiusura del pronto soccorso o per il ridimensionamento dei reparti del Policlinico. Al contrario, la Regione ha avviato un gruppo di lavoro con i professionisti per definire un piano di investimento sulla sanità modenese. L’obiettivo indicato è tenere insieme i servizi distrettuali, da garantire sull’intero territorio, e le vocazioni strategiche degli ospedali.
Tra queste, il presidente ha citato i trapianti robotici, presentati come un settore nel quale Modena occupa una posizione di rilievo a livello europeo. La discussione, ha precisato, non riguarda la messa in discussione dei reparti del Policlinico, ma la distribuzione delle specialità tra i due ospedali cittadini. La scelta dovrebbe essere compiuta sulla base delle evidenze e attraverso il confronto tra i professionisti, stabilendo quali funzioni assegnare al Policlinico e quali a Baggiovara.
Le richieste della Uil
Sulla futura riorganizzazione è intervenuta anche la Uil, con Roberto Rinaldi. Il sindacato contesta il metodo seguito finora e sostiene di aver appreso dalla stampa ipotesi destinate a incidere sul futuro della sanità pubblica senza un confronto preventivo con le rappresentanze dei lavoratori e con le comunità interessate.
Per Rinaldi, una trasformazione di queste dimensioni dovrebbe essere discussa nel quadro del nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale sottoscritto in Emilia-Romagna. Nel merito, la Uil non esclude che la concentrazione delle attività ad alta complessità possa rappresentare un’opportunità, ma chiede una valutazione rigorosa degli effetti sull’accessibilità e sulla continuità dell’assistenza.
Restano aperti, secondo il sindacato, diversi interrogativi: quali funzioni rimarranno al Policlinico, con quali specialità, posti letto, diagnostica e personale opererà il futuro pronto soccorso e quali saranno le conseguenze sugli altri ospedali della provincia e sui servizi territoriali. Sono questi gli aspetti sui quali la Uil sollecita un confronto prima di procedere con le scelte organizzative.