Sanità locale

Pd di Modena, critiche sul piano per il policlinico

L’assemblea contesta metodo e accentramento a Baggiovara, chiedendo risposte immediate sulle liste d’attesa e tutela dei presidi territoriali.

Pd di Modena, critiche sul piano per il policlinico

Il Partito democratico di Modena prende le distanze dal metodo con cui è stata prospettata l’ipotesi di spostamento del policlinico e di accentramento delle attività a Baggiovara. Il tema è stato al centro dell’assemblea cittadina del Pd, alla quale ha partecipato anche il segretario regionale Luigi Tosiani. Nel corso della serata sono intervenute circa venti persone, tra cui l’ex sindaco Gian Carlo Muzzarelli, Di Padova, Arletti, Maletti, Ferrari, Fogli, Lenzini, Venturelli e rappresentanti dei Giovani democratici.

Le contestazioni hanno riguardato anzitutto il percorso seguito: secondo diversi interventi, si sarebbe trattato di un’uscita incomprensibile e non sufficientemente condivisa. Ma le perplessità investono anche il merito della proposta. L’eventuale concentrazione delle funzioni sanitarie in un grande polo viene considerata un passaggio rischioso, perché potrebbe alimentare la protesta dei cittadini e indebolire la presenza dei servizi nei territori.

Il nodo delle risorse e delle liste d’attesa

Nel dibattito è stata valutata positivamente la disponibilità annunciata da Mezzetti e dalla Regione a destinare 550 milioni di euro alla sanità. Il punto, però, è come utilizzare queste risorse: il partito chiede di poter incidere sulle scelte e avverte che la somma non potrà essere considerata sufficiente per ogni esigenza. Se una quota rilevante dei finanziamenti sarà destinata alla sanità, è stato osservato, altri settori come il trasporto potrebbero trovarsi a dover fare i conti con risposte più limitate.

Accanto alla programmazione di lungo periodo, gli iscritti hanno richiamato l’urgenza delle liste d’attesa, sulle quali i cittadini chiedono interventi immediati. Il timore espresso durante l’assemblea è che il centrosinistra appaia concentrato solo sugli obiettivi futuri e perda il contatto con i problemi quotidiani. Nel confronto sono stati citati i punti nascita di Pavullo, l’ospedale di Mirandola e l’ambulanza di Vignola: questioni sanitarie che, secondo gli interventi, hanno avuto un peso nelle difficoltà elettorali del centrosinistra in alcuni Comuni passati al centrodestra.

Il modello territoriale al centro del confronto

La preoccupazione principale riguarda il rischio di abbandonare il modello emiliano-romagnolo fondato sulla prossimità, privilegiando invece grandi poli di eccellenza a scapito delle strutture territoriali. L’obiettivo indicato dal partito è quindi mantenere un equilibrio tra ricerca, specializzazione e servizi vicini ai cittadini, evitando che l’accentramento produca nuove disuguaglianze nell’accesso alle cure.

Il confronto sul policlinico si inserisce anche nella verifica di metà mandato annunciata dal sindaco. Ogni assessore sarà chiamato a rendicontare quanto realizzato e a indicare le linee per il prosieguo dell’attività amministrativa, mentre i partiti esprimeranno una propria valutazione. In parallelo, è previsto un confronto con gli stakeholder della città per contribuire a definire la Modena del 2040.