La riorganizzazione della rete ospedaliera modenese deve essere discussa e condivisa con tutti i territori. È la posizione espressa da Massimo Paradisi, segretario provinciale del Partito democratico, dopo l’annuncio del sindaco di Modena Massimo Mezzetti sulla necessità di ripensare l’assetto della sanità.
Il Pd non contesta l’esigenza di aggiornare una programmazione sanitaria che risale al 2012 e che, secondo il partito, non sarebbe più adeguata alle condizioni attuali. La richiesta è però quella di avviare un percorso trasparente, fondato su dati e valutazioni approfondite, prima di assumere decisioni sulla rete ospedaliera e sui servizi assistenziali.
Il confronto con i territori
Secondo Paradisi, un cambiamento di questa portata deve coinvolgere l’intera provincia di Modena e passare dalle sedi istituzionali e politiche competenti. Nel percorso, aggiunge il segretario dem, dovranno avere un ruolo gli amministratori locali, anche attraverso organismi come la Conferenza territoriale sociale e sanitaria, oltre alle comunità direttamente interessate.
Il confronto dovrebbe inoltre comprendere i professionisti della sanità, le organizzazioni sindacali, le parti sociali e le associazioni di volontariato. L’obiettivo indicato dal Pd è valutare gli effetti organizzativi e assistenziali delle diverse ipotesi, tenendo conto delle esigenze e delle fragilità specifiche dei singoli territori.
Il nodo delle risorse
Il partito riconosce che l’evoluzione demografica ed economica rende necessari nuovi modelli organizzativi e gestionali. Le linee anticipate dal sindaco di Modena, sostiene Paradisi, meritano quindi una discussione seria e partecipata, inserita nel quadro della programmazione regionale.
Per il Pd, il riferimento centrale resta la difesa di un sistema sanitario pubblico e universalistico, capace di garantire cure di qualità, accessibili e tempestive a tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo di residenza. Ogni scelta, sottolinea il segretario, dovrà essere valutata sulla base del contributo concreto alla tutela della salute.
La discussione si inserisce in un contesto finanziario nazionale considerato critico. Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica è stata indicata al 6,3% del Pil, un livello inferiore alla media Ocse ed europea e potenzialmente destinato a ridursi se il Governo non rifinanzierà il Fondo sanitario nazionale. Per questo, conclude Paradisi, servono responsabilità nelle decisioni, nell’impiego delle risorse e nella definizione delle priorità della sanità modenese.