Privacy violata

Ausl Modena sanzionata per l’anagrafica Grande Puffo

L’Autorità contesta inoltre riscontri tardivi alla dipendente: 500 euro sull’errore, 3mila sugli accessi fuori termine.

Ausl Modena sanzionata per l’anagrafica Grande Puffo

Una scheda anagrafica fittizia denominata Grande Puffo, con l’indirizzo inventato di via Gargamella, è stata associata ai dati reali di una dipendente dell’Ausl di Modena. Per questa vicenda e per il ritardo nelle risposte alle richieste di accesso ai propri dati, il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto una sanzione complessiva di 3.500 euro nei confronti dell’azienda sanitaria.

La scheda nata per i test informatici

Il reclamo era stato presentato dalla dipendente attraverso il proprio legale. Secondo quanto riferito all’Autorità, l’Ausl avrebbe creato due distinte anagrafiche riferite alla stessa persona: una riportava correttamente i suoi dati, mentre l’altra era stata inizialmente registrata con la denominazione di fantasia Grande Puffo e successivamente modificata.

L’azienda ha spiegato che quella posizione era stata creata nel 2009 dal reparto dei servizi informatici per verificare il funzionamento degli applicativi. Nel corso degli anni sarebbe stata utilizzata per prenotazioni fittizie in diverse branche sanitarie. Nel gennaio 2022, però, l’anagrafica è stata modificata inserendo i dati della dipendente, nel tentativo di prenotarle un tampone molecolare.

Le contestazioni del Garante

Il Garante ha riconosciuto in questo comportamento la violazione del principio di esattezza, secondo il quale i dati personali devono essere corretti e aggiornati tempestivamente quando risultano inesatti. La sanzione relativa a questo aspetto è stata fissata in 500 euro, anche in considerazione del carattere lieve e isolato della condotta e dell’assenza di dolo.

Altri 3mila euro sono stati invece applicati per i ritardi nelle risposte alle richieste della dipendente di accedere ai propri dati. Il Garante ha valutato questo profilo con una gravità media, perché collegato agli obblighi di trasparenza nei confronti dell’interessata.

Il provvedimento porta la data del 17 aprile 2026. Nella stessa giornata l’Autorità ha adottato anche un diverso provvedimento nei confronti dell’Ausl, relativo al grave attacco informatico ransomware che aveva colpito i sistemi aziendali.

L’avvocata Chiara Ciccia Romito, specializzata in diritto delle nuove tecnologie e legale della reclamante, ha espresso soddisfazione per l’esito del procedimento. La professionista ha sottolineato che l’accertamento di una violazione del principio di esattezza non è semplice, soprattutto in una vicenda tecnicamente complessa, e ha definito importante il riconoscimento della violazione del GDPR per la tutela dei diritti della propria assistita.

Secondo la legale, l’anagrafica Grande Puffo può apparire come un elemento grottesco, ma l’associazione dei dati personali a una posizione fittizia ha rappresentato per la dipendente un’esperienza umiliante. La difesa ha precisato che sono ancora in corso ulteriori verifiche su alcuni passaggi del provvedimento.