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Caso aMo a Modena: chiesta archiviazione per Reggianini e Berselli

Il pm Marco Niccolini non rileva elementi di reato; ora spetta al gip pronunciarsi sull’istanza.

Caso aMo a Modena: chiesta archiviazione per Reggianini e Berselli

La Procura della Repubblica di Modena ha depositato la richiesta di archiviazione per le posizioni di Stefano Reggianini e Daniele Berselli, rispettivamente ex amministratore unico e direttore generale dell’Agenzia per la mobilità di Modena, aMo. Reggianini ha guidato l’ente tra il 2022 e il 2025.

Secondo il sostituto procuratore Marco Niccolini, la condotta dell’ex amministratore unico non presenta elementi di rilevanza penale. La richiesta del pubblico ministero rappresenta un passaggio favorevole per Reggianini, coinvolto nella vicenda anche sul piano politico, fino alle dimissioni dall’incarico di segretario provinciale del Partito Democratico.

L’origine dell’indagine

Il caso era nato dalle verifiche avviate dallo stesso Reggianini, che aveva individuato e segnalato anomalie finanziarie nelle casse di aMo. Dopo l’emersione delle irregolarità, una ex dipendente aveva presentato una controdenuncia nei suoi confronti. Il coinvolgimento dell’ex dirigente era legato al fatto che alcune operazioni e prelievi contestati erano stati effettuati utilizzando una carta bancomat aziendale intestata a lui.

L’ipotesi contestata a Reggianini riguardava quindi un presunto omesso controllo sulle transazioni. Nei confronti della ex dipendente, il Tribunale ha già emesso un decreto ingiuntivo che dispone la restituzione di 450mila euro.

Il procedimento civile

Sul fronte civilistico e contabile, la posizione dell’ex amministratore è stata definita nei mesi scorsi. L’attuale amministratore unico di aMo, Andrea Bosi, aveva avviato una richiesta di risarcimento danni nei confronti della precedente dirigenza. Reggianini ha scelto la strada della transazione, concordando un versamento di 58mila euro.

Il risarcimento è stato interamente pagato dall’ex dirigente attraverso un piano rateale, concluso prima dell’estate. Resta ora da definire l’esito del procedimento penale: la decisione spetta al giudice per le indagini preliminari, che dovrà accogliere o respingere la richiesta della Procura.

Per la ex dipendente, indicata nel procedimento come responsabile delle operazioni contestate, si attende invece il possibile rinvio a giudizio.