Vertenza aziendale

Seta, a Modena la conciliazione divide i sindacati

Fit Cisl rivendica la tutela del premio, le altre sigle contestano il doppio regime per gli autisti

Seta, a Modena la conciliazione divide i sindacati

Su Seta si apre un nuovo fronte di confronto tra le organizzazioni sindacali. Al centro della vertenza c’è l’accordo di conciliazione firmato il 1° ottobre 2026 davanti al Giudice del Lavoro del Tribunale di Modena tra i vertici dell’azienda e la Fit Cisl. L’intesa ha chiuso formalmente un doppio contenzioso, legato anche a una presunta condotta antisindacale, ma ha provocato la reazione di Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro, contrarie ai termini della transazione.

La vicenda nasce dall’accordo quadro sul Premio di Risultato relativo al periodo 2024-2026. Il 16 aprile dello scorso anno Seta e la maggioranza delle sigle sindacali avevano approvato una modifica delle penali per i sinistri stradali ai fini del premio 2026. Il testo era stato poi sottoposto a referendum tra i lavoratori e certificato il 5 maggio. La Fit Cisl non aveva sottoscritto quell’accordo, scegliendo di rivolgersi al Tribunale per chiedere il ripristino delle regole precedenti, ritenute più favorevoli agli autisti.

La posizione della Fit Cisl

Per la Fit Cisl Emilia-Romagna, la conciliazione rappresenta una conquista per i propri iscritti. Il segretario regionale Aldo Cosenza sostiene che l’intesa impedisca l’applicazione della modifica sul calcolo delle penalizzazioni agli autisti aderenti alla sigla. Il nuovo sistema prevede una riduzione del 40% del premio, pari a circa 800 euro medi annui, già dopo il primo incidente, senza considerare l’entità del danno.

Secondo quanto riferito dal sindacato, agli iscritti Fit Cisl resterebbe invece in vigore il regime precedente, con franchigie azzerate soltanto oltre i due incidenti annui e i 2.500 euro complessivi di danni. In questo caso, la decurtazione massima sarebbe del 20%. Cosenza ha precisato che l’accordo non equivale a una sentenza di condanna di Seta per condotta antisindacale, rivendicando però la scelta di aver tutelato il salario dei propri iscritti attraverso la contrattazione.

Le contestazioni delle altre sigle

Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro hanno fornito una lettura opposta dell’intesa. In una nota congiunta, le organizzazioni accusano la Fit Cisl di diffondere sui social e nelle chat informazioni che definiscono fuorvianti, descrivendo l’accordo come un compromesso di natura propagandistica. Secondo le sigle che avevano sottoscritto l’intesa di aprile, il giudice non avrebbe riconosciuto le ragioni della Cisl nel merito e il mancato accertamento della condotta antisindacale prevista dall’articolo 28 confermerebbe la legittimità dell’accordo.

La contestazione riguarda soprattutto la possibilità di applicare, in deroga, il vecchio sistema soltanto agli iscritti di una determinata organizzazione. Per gli altri sindacati, questa soluzione introduce un doppio regime contrattuale nello stesso bacino aziendale e divide i lavoratori in base alla tessera. Le sigle sostengono inoltre che il meccanismo possa disincentivare i conducenti più prudenti e aumentare indirettamente il rischio di sinistri, frammentando le regole applicate al personale.

Il blocco sindacale guidato dalla Cgil ha chiesto un incontro urgente alla direzione di Seta per chiarire il percorso verso il Contratto Unico Aziendale. Nello stesso tempo, le organizzazioni hanno sollecitato un intervento degli enti pubblici soci, richiamando i dati di bilancio ritenuti fortemente critici e presentati il 29 settembre. Sui conti dell’azienda incidono, secondo i sindacati, i tagli al Fondo nazionale dei trasporti e l’aumento dei costi dei carburanti legato agli scenari geopolitici internazionali, mentre resta sullo sfondo il progetto di confluenza in un’unica azienda regionale del trasporto pubblico.