Salim El Koudri è arrivato in tribunale a bordo di una camionetta della polizia penitenziaria, poco dopo le 8.30 del 2 ottobre 2026. Con il volto basso e il cappuccio sulla testa, l’imputato è stato fatto entrare rapidamente nel palazzo di giustizia di Modena, dove ha preso il via l’udienza nell’ambito dell’incidente probatorio.
Al centro dell’udienza c’è la consulenza psichiatrica disposta dalla Procura. La dottoressa Forghieri, perito nominato dagli inquirenti, è chiamata a illustrare gli esiti dell’accertamento sulle condizioni mentali di El Koudri e sulla sua capacità di intendere e volere al momento dei fatti.
La valutazione psichiatrica
Secondo quanto già emerso, la perizia esclude una parziale o totale incapacità di intendere e volere dell’imputato al momento dell’attentato. L’accertamento riconosce la presenza di un disturbo psichiatrico, ma dovrà chiarire se, il 16 maggio, quella condizione abbia avuto un’incidenza assoluta sulla condotta contestata oppure se El Koudri fosse comunque in grado di comprendere e di determinarsi.
Il suo difensore, l’avvocato Fausto Gianelli, ha sottolineato la necessità che la vicenda venga ricostruita anche nelle sue ragioni, oltre che nei fatti. Per la difesa, le cartelle cliniche avrebbero documentato il disturbo psichiatrico; il punto da definire, attraverso la valutazione tecnica, riguarda invece il suo effettivo peso nel momento dell’attentato.
Le parti presenti in tribunale
All’udienza partecipa anche lo chef Ermanno Muccini, indicato tra le vittime dell’attentato. In aula è presente inoltre Giovanni, fratello di Monica, morta dopo due mesi di agonia. L’uomo è accompagnato dall’avvocato De Cicco.
Sono presenti infine gli avvocati delle parti offese e i relativi consulenti di parte. L’incidente probatorio rappresenta quindi un passaggio processuale dedicato all’esame della consulenza psichiatrica e alla valutazione delle condizioni dell’imputato al momento dei fatti.