Imprese in calo

A Modena chiusi 206 bar in sei anni

Costi crescenti, nuove abitudini e minore capacità di spesa pesano sulle attività della provincia.

A Modena chiusi 206 bar in sei anni

Modena, 29 settembre 2026 – In provincia hanno chiuso 206 bar in sei anni, con una riduzione dell’11,6% delle attività presenti sul territorio. È il dato che emerge dall’indagine nazionale realizzata da Confesercenti, secondo cui il numero degli esercizi è passato dai 1.770 del 2019 ai 1.564 del 2025. La contrazione ha comportato, secondo la stima dell’associazione, una perdita di circa 62 milioni di euro di ricchezza per l’economia locale.

La tendenza riguarda anche il capoluogo. Nel Comune di Modena i bar sono diminuiti di 75 unità, passando da 581 a 506, con un calo del 12,9%. La perdita stimata per il solo territorio comunale ammonta a 23 milioni di euro. Per Confesercenti, la chiusura dei locali non rappresenta soltanto un fenomeno economico, ma incide anche sulla presenza di servizi e relazioni nei quartieri, nelle piazze e nelle strade.

I numeri dell’indagine

A livello nazionale, il dossier registra 24.073 imprese in meno nel settore dei bar, pari a una diminuzione del 14,2%. La ricchezza sottratta al sistema economico viene stimata in 7.222 milioni di euro. Nel Modenese il ridimensionamento è attribuito a una combinazione di fattori che ha reso più difficile la gestione di attività caratterizzate da scontrini medi contenuti e da un elevato impiego di personale.

Tra le cause indicate figurano l’aumento dei costi dell’energia, delle materie prime, degli affitti e del lavoro, che ha ridotto i margini degli esercenti. A questi elementi si sono aggiunti gli effetti della pandemia e il cambiamento delle abitudini quotidiane. Il lavoro da remoto ha ridotto i flussi verso i centri urbani, mentre la diminuzione delle colazioni fuori casa ha colpito in particolare i locali legati alla presenza di uffici e al commercio di prossimità.

Secondo l’associazione, pesano inoltre la perdita di potere d’acquisto delle famiglie, una domanda più selettiva e la concorrenza di formule alternative, tra cui catene organizzate, grande distribuzione e servizi di consegna. In questo quadro, anche l’aumento del turismo non sarebbe sufficiente a compensare le difficoltà legate ai costi di gestione e alla riduzione dei consumi ordinari.

La proposta di Confesercenti

Mauro Rossi, presidente provinciale di Confesercenti e presidente di Fiepet Modena, ha definito la chiusura dei locali una conseguenza con effetti sulla vita sociale ed economica del territorio. L’associazione sostiene che ogni esercizio scomparso comporti una perdita di lavoro, ricchezza e occasioni di incontro per la comunità.

Per contrastare quello che definisce un processo di desertificazione commerciale, Confesercenti ha promosso una proposta di legge di iniziativa popolare dedicata alle attività di prossimità, comprese quelle della ristorazione. Il testo punta, secondo quanto riferito dall’associazione, a ridurre gli oneri amministrativi e fiscali, incentivare la nascita e la continuità delle piccole imprese e favorire politiche urbane capaci di valorizzare i luoghi di incontro.