Voto in aula

Modena approva il Dup 2027-2029 con 35 indirizzi strategici

Il documento unisce pianificazione, investimenti e servizi, con il sostegno della maggioranza e le contestazioni dei gruppi contrari.

Modena approva il Dup 2027-2029 con 35 indirizzi strategici

Il Consiglio comunale di Modena ha approvato il Documento unico di programmazione (Dup) relativo al periodo 2027-2029. Il provvedimento ha ottenuto il voto favorevole di Pd, Avs, Pri-Azione-Sl, Spazio democratico e M5s. Contrari FdI, Lega Modena, Forza Italia, Modena in ascolto e Modena per Modena, mentre Modena civica si è astenuta. Nella stessa seduta sono state approvate anche la programmazione triennale dei lavori pubblici e quella degli acquisti di forniture e servizi.

Le priorità dell’amministrazione

Presentato dall’assessore al Bilancio Vittorio Molinari, il Dup è lo strumento con cui l’amministrazione collega gli indirizzi politici alla successiva costruzione del bilancio di previsione. La sezione strategica è articolata in cinque macroaree: Modena per le persone, dedicata a inclusione, disuguaglianze, giovani, pari opportunità e casa; Modena per le sicurezze, rivolta a sicurezza urbana e legalità; Modena fa scuola, che comprende ambiti educativi, culturali, sportivi, universitari e turistici; Modena vivibile, incentrata su qualità urbana, verde, transizione ecologica, mobilità e infrastrutture; Open Modena, dedicata a fondi europei, servizi, lavoro e imprese.

Dalle cinque aree derivano complessivamente 35 indirizzi strategici, ai quali sono collegati obiettivi operativi e risultati verificabili. La sezione operativa traduce le linee generali in obiettivi triennali e comprende la programmazione dei lavori pubblici di importo pari o superiore a 150 mila euro, degli acquisti di beni e servizi da 140 mila euro in su, del fabbisogno di personale, della gestione del patrimonio, delle risorse finanziarie e delle società partecipate. Per il secondo anno consecutivo, l’approvazione congiunta delle due sezioni rafforza il collegamento tra pianificazione e bilancio.

Il confronto tra maggioranza e opposizione

Il dibattito in aula ha evidenziato valutazioni profondamente diverse. I consiglieri di opposizione hanno contestato l’assenza, a loro giudizio, di obiettivi abbastanza concreti e di risorse chiaramente associate alle priorità. Paolo Barani, FdI, ha criticato la mancanza di indicatori sulla manutenzione urbana e la riduzione delle risorse previste, richiamando anche la manutenzione scolastica e il raffrescamento degli edifici. Elisa Rossini ha indicato criticità su sicurezza, degrado, rifiuti e politiche familiari, mentre Ferdinando Pulitanò ha parlato di una visione insufficiente su urbanistica, sanità e tessuto produttivo. Luca Negrini ha sollevato i temi della violenza giovanile, della Polizia locale e del degrado del centro storico.

Andrea Mazzi ha posto l’accento sul calo degli investimenti e sulla necessità di trovare nuove fonti di finanziamento dopo la conclusione della fase straordinaria del Pnrr. Giovanni Bertoldi ha chiesto maggiore attenzione a infrastrutture, giovani, rifiuti, urbanistica e marginalità. Dalla maggioranza, Alberto Bignardi ha difeso la solidità del documento, indicando nella casa e nella rigenerazione urbana alcune priorità. Stefano Manicardi ha richiamato la prudenza contabile e la necessità di ridefinire le scelte in presenza di minori risorse, mentre Diego Lenzini e Martino Abrate hanno sottolineato il ruolo delle politiche sociali, della transizione ecologica e dei servizi di prossimità.

Nel confronto sono intervenuti anche Paolo Ballestrazzi, che ha richiamato la necessità di scelte pragmatiche, Giovanni Silingardi, concentrato su disuguaglianze, lavoro, ambiente ed energie rinnovabili, e Maria Grazia Modena, che ha evidenziato la presenza in città di persone in condizioni di forte difficoltà economica. Nella replica finale, Molinari ha indicato nel partenariato con le imprese una possibile leva per nuovi investimenti e ha ribadito la necessità di rafforzare entrate e riscossioni, anche attraverso il contrasto all’evasione. Secondo l’assessore, il Dup resta uno strumento modificabile, da adeguare ai bisogni emergenti della città e all’evoluzione delle risorse disponibili.