Sprechi alimentari

A Modena recuperate oltre 18 tonnellate di cibo

La rete di donatori e organizzazioni solidali ha generato un valore superiore a 100mila euro, riducendo anche l’impatto ambientale.

A Modena recuperate oltre 18 tonnellate di cibo

Oltre 18 tonnellate di prodotti sono state recuperate a Modena dall’avvio della campagna Non si butta via niente, il progetto di economia circolare promosso dal Comune di Modena insieme al Gruppo Hera e a Last Minute Market, società spin off dell’Università di Bologna. Le eccedenze vengono redistribuite agli enti no profit del territorio, che le utilizzano per sostenere persone e famiglie in condizioni di difficoltà.

I primi risultati dell’iniziativa sono stati presentati in municipio il 28 settembre 2026, alla vigilia della Giornata internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari. Il progetto è stato avviato nel gennaio 2025 grazie al contributo di Atersir e della Regione Emilia-Romagna, attraverso il Fondo d’Ambito destinato alla prevenzione e alla riduzione dei rifiuti. La prosecuzione delle attività è oggi sostenuta da Hera.

Donazioni e redistribuzione

La campagna coinvolge diversi soggetti della filiera, tra cui grande distribuzione, negozi, mense e aziende produttrici. I donatori devono garantire il corretto stato di conservazione degli alimenti e una gestione adeguata nelle fasi di trasporto, deposito e utilizzo. Tra i prodotti recuperati figurano ortofrutta, alimenti sfusi e confezionati, pasti pronti, gastronomia, pane e prodotti da forno, oltre a beni a lunga conservazione.

Nel progetto rientrano anche i prodotti invenduti della Farmacia della Madonnina, come parafarmaci e articoli per la cura della persona. Tra le realtà che hanno effettuato donazioni figurano la mensa aziendale Hera, il Mercato Albinelli, Ritmo Ristorazione presso Giorgio Armani Operations, due punti Chef Express, due supermercati Eurospar, Conad La Rotonda, Agricola Prima Natura e la Farmacia Madonnina, in collaborazione con Federfarma.

Le eccedenze alimentari vengono destinate a numerosi enti del Terzo settore, tra cui Porta Aperta, Caritas Diocesana modenese, Fondazione Don Orione, Food For Soul, Agape di Mamma Nina, Fondazione Ceis, Volontari Pubblica Assistenza Croce Blu, Croce Rossa Italiana, Servizio Protezione Civile di Modena, Emporio Sociale Portobello e Agesci Modena.

Formazione e nuove adesioni

Per rafforzare la capacità di gestione delle donazioni sono stati organizzati corsi di formazione sull’igiene alimentare destinati a operatori e volontari degli enti beneficiari. Alle organizzazioni sono state inoltre fornite attrezzature per la conservazione e il trasporto, tra cui frigoriferi, congelatori, celle frigorifere e contenitori isotermici.

Secondo i dati illustrati dal Comune, il valore economico dei prodotti recuperati supera i 100mila euro. L’attività ha inoltre evitato lo spreco dell’equivalente di più di 62 tonnellate di anidride carbonica emessa durante la produzione degli alimenti. La prossima fase prevede l’ampliamento del numero di aziende donatarie e di enti beneficiari, con ulteriori percorsi formativi rivolti agli operatori della filiera.