Riconoscimenti internazionali

A Modena i vincitori dei DIG Awards 2026

Sei produzioni premiate tra Gaza, Perù, Myanmar, Russia e Turchia. Al progetto sui PFAS assegnato un contributo da 15mila euro.

A Modena i vincitori dei DIG Awards 2026

Sono stati annunciati a Modena i vincitori dei DIG Awards 2026, i riconoscimenti assegnati dal DIG Festival ai migliori documentari, reportage, inchieste e podcast di giornalismo investigativo. I premi sono stati consegnati nel corso della cerimonia ospitata dal Teatro della Fondazione Collegio San Carlo e condotta dalla giornalista Silvia Boccardi.

Le produzioni premiate sono state selezionate tra oltre 300 candidature da una giuria presieduta dal regista croato Igor Bezinović. Il concorso, nato per valorizzare il lavoro del giornalismo investigativo, coinvolge ogni anno autori freelance e grandi broadcaster internazionali. Tra i partecipanti figurano realtà come Guardian, BBC, Al Jazeera e Le Monde.

I premi per documentari e reportage

Nella categoria Short, riservata ai lavori inferiori ai 20 minuti, ha vinto Investigating the Killings of Children in Gaza, diretto da Stephanie Hegarty per BBC World Service. L’inchiesta ricostruisce l’uccisione di 95 bambini nella Striscia di Gaza dall’inizio della guerra fino a luglio 2025, utilizzando fonti open source, testimonianze, pareri di esperti e rapporti medici.

Il premio Reportage Medium, dedicato ai lavori tra i 20 e i 50 minuti, è stato assegnato a Without Consent, diretto da Sophie Bontemps per Arte. Il documentario torna sulla campagna di sterilizzazioni forzate condotta in Perù tra il 1996 e il 2000 e raccoglie le testimonianze di alcune persone coinvolte, ancora in attesa di giustizia.

Per la categoria Investigative Medium è stato scelto Myanmar Scam Factory, di Mouhssine Ennaimi e Constantin Simon per TRT World. Il reportage racconta il funzionamento dei centri di frode gestiti da organizzazioni criminali in Myanmar, dove persone attirate con false promesse di lavoro vengono costrette a truffare vittime in tutto il mondo.

La categoria Reportage Long è stata vinta da Politzek: Voices That Defy the Kremlin, di Manon Loizeau ed Ekaterina Mamontova, una coproduzione di Babel DOC, Clin d’oeil Films e France TV. Il lavoro si concentra sul prezzo dell’attivismo politico in Russia e sulle conseguenze della repressione del dissenso da parte del regime di Vladimir Putin.

Inchieste, podcast e nuovi progetti

Il premio Investigative Long è andato a Addiction Criminals, di Paul Moreira, prodotto indipendentemente e distribuito da France TV. L’inchiesta analizza il business degli oppioidi negli Stati Uniti, spostando l’attenzione dalle sole vittime della crisi ai dirigenti dell’industria farmaceutica e ai trafficanti che hanno contribuito ad alimentarla.

Nella categoria Audio e Podcast ha trionfato Boy Wasted, di Dan Ashby e Lucy Taylor. L’inchiesta, articolata in tre episodi, denuncia lo sfruttamento dei lavoratori migranti negli impianti di riciclaggio in Turchia che trattano rifiuti provenienti dal Regno Unito. Al centro del racconto c’è la morte del giovane rifugiato afghano Arifullah Fazli, finito dentro un macchinario, in un fenomeno che avrebbe causato oltre 200 vittime tra i lavoratori migranti nell’ultimo decennio.

Il DIG Pitch Matteo Scanni, che prevede un premio fino a 15mila euro per il miglior progetto d’inchiesta in fase di produzione, è stato assegnato a A Bigger Monster: Inside the Global Trade that Moves PFAS Downstream, di Gianluca Liva, Filippo Tommasoli e Varrun Sukhraj. Il progetto mette in relazione gli attivisti ambientali italiani e indiani, concentrandosi sul commercio globale dei PFAS.

La giuria era composta, oltre che da Igor Bezinović, da giornalisti e documentaristi internazionali. Tra i membri figuravano Manisha Ganguly, Gabriela Manuli, Axel Björklund e Hoda Hosman. Tra le nuove entrate James Kleinfeld, Brigitte Alfter e Marco Pettenello, sceneggiatore e vincitore del David di Donatello nel 2021.