Da inizio ottobre entreranno a pieno regime in Emilia-Romagna le Aft, Aggregazioni funzionali territoriali che riuniscono più medici di medicina generale operativi sullo stesso bacino. Il modello prevede una sede comune, spesso all’interno delle Case della comunità, e la presenza di un professionista dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20, per un totale di 12 ore al giorno.
La riorganizzazione nasce anche dalla necessità di affrontare la carenza di medici che da anni provoca scoperture in diverse aree della regione. A definire il quadro operativo è una dichiarazione di intenti sottoscritta dall’assessorato regionale alle Politiche per la salute e dalle organizzazioni sindacali Fimmg e Fmt. Il documento, approvato dalla Giunta regionale il 22 settembre, dà attuazione all’Accordo integrativo regionale siglato all’inizio dell’anno.
Assistenza per i disturbi non urgenti
Gli ambulatori Aft saranno destinati ai problemi di salute non urgenti ma non differibili, come febbre non alta, lievi disturbi gastrointestinali, prescrizioni urgenti e certificati di malattia. Le visite potranno essere organizzate anche attraverso i numeri telefonici della continuità assistenziale, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa. Per le emergenze resteranno invece disponibili il 118 e il pronto soccorso.
Le équipe saranno affiancate da personale multidisciplinare, di studio e infermieristico. Le Aft non sostituiranno il medico di fiducia: ogni cittadino continuerà a rivolgersi al proprio professionista secondo le modalità consuete. La nuova organizzazione punta piuttosto a mettere in rete più operatori e ad ampliare la copertura dei servizi.
Il modello per aree urbane e piccoli centri
Nei piccoli comuni e nelle zone montane, le équipe potranno trovare posto nelle Case della comunità e diventare un punto di riferimento per la popolazione. Nei contesti urbani, dove sono previsti flussi più consistenti, saranno attivati ambulatori Aft dedicati alle richieste a bassa complessità e non differibili. Il progetto mira inoltre a sostenere la presa in carico delle malattie croniche e a intercettare i bisogni prima del ricorso all’ospedale.
L’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi ha definito le Aft uno strumento per rafforzare la rete dei servizi e ha sottolineato che il percorso è stato costruito con le organizzazioni sindacali. Fabi ha indicato tra gli obiettivi il contenimento degli accessi impropri ai pronto soccorso e delle liste di attesa, oltre a una maggiore continuità dell’assistenza.
Per il segretario regionale Fimmg Daniele Morini, l’attuazione dell’accordo richiederà un confronto stabile tra Aziende sanitarie e rappresentanti dei medici, a partire dai territori e dai distretti. Il segretario Fmt Emilia-Romagna Vincenzo Immordino ha invece evidenziato l’importanza di distribuire più capillarmente i luoghi di cura, tutelando in particolare le persone anziane e fragili. Entrambe le sigle hanno chiesto che l’applicazione del modello prosegua attraverso un confronto sulle criticità che emergeranno nelle diverse Aziende sanitarie.