Crisi aziendale

Holostem, Comune e Regione seguono la ricerca di un nuovo socio

Le offerte vincolanti dovranno arrivare entro il 15 ottobre, mentre resta aperto il confronto sul futuro dei 55 dipendenti.

Holostem, Comune e Regione seguono la ricerca di un nuovo socio

Il futuro di Holostem Terapie Avanzate è seguito dal Comune di Modena e dalla Regione Emilia-Romagna, impegnati a monitorare la situazione finanziaria e occupazionale dell’azienda. La vicesindaca e assessora alla Sanità Francesca Maletti ha riferito gli aggiornamenti in Consiglio comunale, rispondendo a un’interrogazione presentata dalla consigliera del Pd Anna De Lillo.

Holostem opera presso il Centro di medicina rigenerativa Stefano Ferrari di Modena e conta 55 lavoratori. La società è attiva nel settore della medicina rigenerativa e delle terapie avanzate basate sulle cellule staminali. Nonostante il riconosciuto valore scientifico, attraversa una fase di forte difficoltà economica. Nel dicembre 2023 la Fondazione Enea Tech e Biomedical era entrata nella compagine societaria, evitando la liquidazione. Il mancato ingresso di un nuovo socio ha però riaperto l’incertezza sul futuro dell’azienda.

Il percorso istituzionale

Il 2 luglio l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia aveva convocato una videoconferenza con l’azienda, i rappresentanti sindacali, la Rsu e il Comune di Modena. L’11 agosto si era svolto un tavolo per la salvaguardia occupazionale, dal quale era emersa la ricerca di un partner disposto ad acquisire Holostem e a garantirne la continuità.

Le manifestazioni d’interesse potevano essere presentate entro il 14 settembre, mentre il termine per le offerte vincolanti è fissato al 15 ottobre. L’esito della procedura dovrà essere valutato dal Ministero delle Imprese e del made in Italy. Il dicastero, in un comunicato del 29 giugno, aveva confermato l’interesse a un percorso di rilancio per preservare le competenze scientifiche e di ricerca, tutelare le prospettive terapeutiche e valorizzare le capacità produttive nell’ambito di una possibile piattaforma nazionale dedicata alla medicina rigenerativa, comprese le terapie per le malattie rare e orfane.

Il dibattito in Consiglio comunale

Durante la discussione, diversi gruppi consiliari hanno richiamato il valore scientifico, occupazionale e sanitario della società. Gianluca Fanti ha evidenziato il rischio per oltre 50 professionisti e la possibile interruzione dei trial clinici, chiedendo che la procedura resti conservativa e protegga lavoratori, brevetti e patrimonio scientifico. Diego Lenzini e Martino Abrate hanno sottolineato la necessità di un intervento pubblico a sostegno delle terapie destinate alle persone con malattie rare.

Giovanni Silingardi ha chiesto che la politica assuma un ruolo concreto, mentre Ferdinando Pulitanò ha sollecitato un’azione coordinata tra Governo, Regione e ministeri per assicurare continuità a competenze, produzione e cure. Maria Grazia Modena ha invece richiamato l’esigenza di valutare eventuali nuovi interventi sulla base di bilanci, produttività e risultati. Giovanni Bertoldi ha auspicato una soluzione compatibile con la sostenibilità economica, anche attraverso un possibile ampliamento delle attività.

In conclusione, Maletti ha confermato la vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori e l’intenzione di mantenere aperto il confronto con tutti i soggetti coinvolti. Dopo il 15 ottobre, il Comune intende attivarsi con il ministero per verificare gli sviluppi della procedura. L’obiettivo indicato dall’amministrazione è tutelare i 55 posti di lavoro, evitare la dispersione delle competenze e preservare il patrimonio di ricerca e produzione legato a Holostem, considerato strategico per il sistema sanitario e universitario modenese.