Politiche locali

A Modena due mozioni per rilanciare i negozi di vicinato

L’assemblea sollecita agevolazioni fiscali, nuovi insediamenti negli spazi vuoti e un confronto stabile con imprese e associazioni.

A Modena due mozioni per rilanciare i negozi di vicinato

Il Consiglio comunale di Modena ha approvato due mozioni dedicate al rilancio del commercio di prossimità e al contrasto della desertificazione commerciale. I documenti, illustrati rispettivamente da Grazia Baracchi di Spazio democratico e da Lucia Connola del Pd, sono stati presentati da Pd, Avs, M5s, Sd, Mc, Pri–Azione–Sl e MoxMo. L’approvazione è arrivata con i voti favorevoli di Pd, Avs, M5s, Sd e Mc, il voto contrario di FdI e Modena in ascolto e l’astensione della Lega Modena.

La prima mozione esprime sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti, che prevede l’istituzione di Zone Economiche Speciali di prossimità. Nel documento, i piccoli esercizi vengono indicati come una componente rilevante del tessuto economico, sociale e culturale della città e delle frazioni. I negozi di vicinato, secondo quanto riportato nella mozione, svolgono infatti anche una funzione di presidio della socialità, della sicurezza urbana e della vivibilità dei quartieri.

Il ruolo dei negozi nei quartieri

Il testo sottolinea l’importanza delle attività commerciali per diverse fasce della popolazione: per gli anziani rappresentano un punto di riferimento e un servizio quotidiano, per le famiglie contribuiscono alla presenza e all’animazione degli spazi urbani, mentre per i giovani possono offrire occasioni di lavoro e socializzazione. Il tema viene collegato agli obiettivi del Pug di Modena, che promuove il modello della città dei 15 minuti e individua 38 rioni da rigenerare.

La mozione richiama anche la crisi strutturale del settore, aggravata dalla concorrenza delle grandi piattaforme di commercio elettronico. Senza assumere una posizione contraria al digitale, il documento evidenzia la necessità di riequilibrare le condizioni di mercato, considerate le differenze fiscali e le economie di scala che possono favorire i grandi operatori. Tra gli impegni indicati figurano la promozione della raccolta firme per la proposta di legge, il sostegno al suo iter presso Anci e Parlamento e il raccordo tra le future zone speciali e i quartieri individuati dal piano urbanistico.

Le azioni previste a livello comunale

La seconda mozione, illustrata da Lucia Connola, valuta positivamente la proposta nazionale e indica una serie di interventi da sviluppare sul territorio. L’Amministrazione viene impegnata a mantenere un confronto stabile con le associazioni di categoria e gli operatori economici, a rafforzare la rigenerazione urbana nel centro storico e nei quartieri e a valorizzare il ruolo dei Distretti del commercio.

Tra le azioni indicate ci sono il sostegno all’insediamento di nuove attività negli spazi sfitti, la promozione di iniziative capaci di aumentare la frequentazione dei quartieri e una maggiore integrazione tra mobilità, sicurezza urbana, decoro e sviluppo economico. Il documento richiama inoltre il ricambio generazionale, l’imprenditoria giovanile e femminile, la transizione digitale delle micro e piccole imprese e il monitoraggio periodico dell’andamento del commercio cittadino e dei locali inutilizzati.

La mozione sollecita infine il sostegno a strumenti di livello nazionale, tra cui agevolazioni fiscali dedicate, un Fondo per la rigenerazione commerciale, misure di semplificazione amministrativa e un Osservatorio sul commercio di prossimità. È prevista anche la valutazione di garanzie per il recupero degli spazi sfitti e l’avvio di un percorso partecipato con associazioni, imprese, Camera di commercio, Università e cittadini, finalizzato alla definizione di una strategia comunale condivisa.