È stato inaugurato all’ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola il nuovo ambulatorio chirurgico multidisciplinare. La struttura, attiva da circa un mese, è stata presentata durante una visita alla quale hanno partecipato il direttore generale dell’Ausl di Modena Mattia Altini, la direttrice sanitaria del presidio Anna Manduchi, i professionisti sanitari, la sindaca Letizia Budri e i sindaci dell’Unione dei Comuni Modenesi Area Nord.
Il nuovo spazio entra nella rete del sistema integrato Nord modenese con l’obiettivo di ampliare le attività chirurgiche programmate ad alto volume. L’ambulatorio è concepito come un’area condivisa e flessibile a disposizione delle diverse équipe, con una capacità prevista di circa 50 pazienti al mese. Il modello organizzativo punta a concentrare in ambito ambulatoriale procedure che in passato potevano richiedere il ricorso al ricovero o alle sale operatorie.
La ginecologia è la prima attività
Nella fase iniziale il principale ambito di utilizzo è la ginecologia, diretta dal dottor Alessandro Ferrari. Vengono eseguite soprattutto isteroscopie e colposcopie, procedure finalizzate alla diagnosi e al trattamento di alterazioni dell’utero e del collo dell’utero. A Mirandola si effettuano complessivamente quasi 800 procedure ogni anno di questo tipo, mentre per le isteroscopie è stimato un incremento di circa il 50%.
La disponibilità di un’area dedicata, dotata di spazi per l’accoglienza e il recupero delle pazienti, consente di organizzare meglio i tempi di attesa e di utilizzare un ventaglio più ampio di tecniche analgesiche. Secondo quanto spiegato dall’équipe, il nuovo ambulatorio permette inoltre di valorizzare la strumentazione mini-invasiva già presente, riducendo il ricorso alla sala operatoria e migliorando la gestione del percorso assistenziale. Lo spazio potrà essere utilizzato anche per la formazione degli specializzandi, nell’ambito della collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
Coinvolte altre specialità
Nelle prossime settimane l’ambulatorio sarà impiegato anche dalla dermatologia, per la rimozione di nevi e cisti, e dalla chirurgia generale, diretta dal dottor Stefano Sassi, per il trattamento di lesioni cutanee. Nei mesi successivi è previsto il coinvolgimento dell’oculistica. Tra gli sviluppi indicati rientra anche l’eventuale utilizzo della HR Station, piattaforma destinata alla chirurgia proctologica ad alta precisione.
Per l’Ausl di Modena, l’attivazione del servizio consente di semplificare il percorso dei pazienti e di liberare spazi e risorse per le attività di media complessità. La sindaca di Mirandola ha sottolineato il valore dell’investimento per l’Area Nord della provincia, ribadendo il ruolo del Santa Maria Bianca come presidio di riferimento per il territorio e l’obiettivo di consolidare e sviluppare i servizi già presenti.